7 Flop tecnologici del 2013 che vogliamo dimenticare!



Se per certi versi il 2013 è stato un anno ricco di numerosi eventi tecnologici degni di nota, è anche vero che a contraddistinguerlo ci sono stati parecchi “flop“, alcuni di questi davvero eclatanti. Da investimenti sbagliati a prodotti di dubbia utilità, ecco una speciale classifica che raccoglie i sette flop tecnologici del 2013.

Condividete con noi  se siete d’accordo con la nostra classifica.  Secondo voi qual’è stato il flop più grosso in assoluto del 2013? Aspettiamo le vostre considerazioni nei commenti e sulla pagina Facebook di Mondoinformatico

 

 

1) Blackberry 10

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Definire il BlackBerry 10 un flop è quasi eufemistico, in quanto si tratta di un vero e proprio disastro commerciale. Fino a poco tempo fa la “mora” della società canadese era un fiore all’occhiello della tecnologia, tanto che possederlo era diventato quasi uno “status-symbol”. Ma d’altronde si sa, la tecnologia si evolve in tempi relativamente stretti, e un prodotto di successo può, in alcuni casi, cadere in un baratro profondo se non riesce a rinnovarsi in modo adeguato. Nel mercato attuale pare non esserci posto per i telefonini che nel 2008 spopolavano un po’ dappertutto. A distanza di cinque anni il valore delle azioni si è ridotto a circa un quindicesimo, mentre per quanto riguarda il fatturato, le perdite relative al secondo trimestre fiscale hanno sfiorato il miliardo di dollari. I ricavi sono stati meno della metà di quelli previsti dagli analisti finanziari. Il nuovo sistema operativo BB10 non è riuscito a tenere il passo della concorrenza, tanto che gli stessi utenti aziendali hanno preferito optare per un software alternativo, segnandone a tutti gli effetti il declino. Le due novità di spicco della casa canadese, lo Z10 e lo Z30

fail_2013_1_Z30non sono affatto dei prodotti malvagi, ma i costi non proprio contenuti con cui sono stati commercializzati hanno costituito una pesante zavorra, dalla quale è stato quasi impossibile liberarsi. L’azienda ha rischiato seriamente il fallimento, con una riduzione del personale pari al 40% degli impiegati totali, e nonostante il recente accordo con le società francesi Peugeot-Citroen, che prevedono l’acquisto di diecimila esemplari da fornire ai loro impiegati, il futuro di BlackBarry pare essere tutt’altro che roseo.

2) Samsung Galaxy Gear

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Il 2013 doveva essere l’anno degli smartwatches, grazie all’uscita del Galaxy Gear Samsung, ovvero i nuovissimi computer da polso, dotati di schermo touchscreen e fotocamera integrata, utilizzabili anche attraverso i comandi vocali. Nonostante le previsioni fossero positive, il prodotto ha stentato a decollare, tanto che la rivale Apple ha posticipato l’uscita della sua controparte a data da destinarsi. I dati sulle vendite sembrano essere piuttosto controversi: c’è chi parla di ottocentomila esemplari nei primi due mesi, e chi invece minimizza il dato riducendolo addirittura ad un decimo. Di certo il prodotto non ha convinto, tanto che il portale “Geek.com”  dichiara in un articolo relativo al 25 Ottobre, che il 30% degli acquirenti ha preferito rispedire il prodotto al mittente. Inoltre il prezzo di lancio, pari a circa trecento euro, non sembra essere competitivo, in un mercato saturato da smartphone e tablet, che a costi inferiori offrono prestazioni di tutt’altro livello. Probabilmente i tempi non sono ancora maturi, ma sta di fatto che Samsung dovrà aggiustare il tiro nell’anno nuovo per rimediare a questo mezzo fiasco.

3) Facebook Phone

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Che dire del tanto decantato “Facebook Phone“, annunciato come un successo assicurato, e ritirato dal mercato statunitense dopo il primo mese, visti i risultati a dir poco deludenti. Il Facebook-fonino consiste sostanzialmente in uno smartphone incentrato sull’applicazione “Facebook Home“, installata di default sull’Htc First, il modello lanciato nell’aprile del 2013. Si è parlato di lamentele relative alla scarsa possibilità di personalizzare il diario, o della poca accortezza degli sviluppatori, non all’altezza di progettare un’app. che si integrasse al meglio con i sistemi operativi Android. Per contro, lo smartphone in sé pare essere un prodotto di livello, infatti alcuni, tra i pochi acquirenti, hanno provveduto alla disintallazione dell’applicazione, ritrovandosi tra le mani uno smartphone tutto sommato valido. Circa un milione di utenti ha scaricato l’applicazione Facebook Home per il proprio dispositivo mobile: probabilmente questa possibilità sarebbe stata sufficiente a soddisfare i bisogni del mercato. Chissà che il futuro non ci riveli qualche sorpresa, nel caso in cui si scelga di lanciarlo nuovamente, per ora Facebook Phone si è rivelato un flop.

4) iPhone 5C

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Probabilmente uno dei prodotti di cui non si sentiva per nulla il bisogno, o come sostengono alcuni, una semplice “esca” inclusa in una misteriosa strategia di mercato. Sta di fatto che l’iPhone 5C, che inizialmente doveva essere la versione low-cost del “melafonino” ha toppato clamorosamente.

L’iPhone 5C è sostanzialmente la versione colorata del suo predecessore, che costa solamente cento euro in meno rispetto al più evoluto iPhone 5S. L’esigua differenza di costo, non giustificata dalla ben più ampia differenza in termini di prestazioni, ha determinato il fallimento di questo smartphone. A questo punto non resta che sperare in una sorta di “errore calcolato“, unica e plausibile giustificazione a questo flop colossale: riuscirà Apple con questa mossa, ad incrementare le vendite del nuovo 5S, convogliando i possibili (seppur pochi) acquirenti del 5C?

5)Wii U

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Mentre Ps4 E Xbox One mantengono le attese, non si può dire lo stesso per la console di nuova generazione sviluppata dalla Nintendo, che ancora una volta dimostra di non riuscire a tenere il passo delle case concorrenti. ll suo successo commerciale, non proprio esaltante, potrebbe essere qualcosa di molto vicino ad un flop, anche se a così poco tempo dall’uscita è quantomeno prematuro sbilanciarsi.

Satoru Iwata, Ceo della Nintendo, mette le mani avanti in merito agli scarsi risultati ottenuti: “La colpa è nostra” ha ammesso,”non siamo riusciti ad uscire con un solo titolo che potesse essere compreso dalla gente come davvero diverso”. Magari si tratta soltanto di un’errata strategia di marketing, sta di fatto che “l’incompresa” Wii U si è rivelata per ora un mezzo insuccesso.

6) Microsoft Surface

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Microsoft incappa in un nuovo passo falso grazie alla commercializzazione del suo Microsoft Surface, un incrocio tra un tablet e un laptop, che a fatica è riuscito a coprire le spese relative alla produzione e alla pubblicizzazione. Colpa del prezzo troppo elevato? Dell’agguerrita concorrenza della rivale Apple?

O della scarsità di applicazioni disponibili? Le unità vendute hanno superato a stento il milione e mezzo nei primi sei mesi del 2013, contro i tre milioni di iPad venduti a tre giorni dalla sua immissione nel mercato. Chissà che il Surface2,

uscito appena due mesi fa, non sia in grado di invertire la tendenza, anche se i primi dati sembrano essere tutt’altro che confortanti.

7) Twitter Music

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L’ultimo paragrafo di questa speciale classifica spetta a Twitter Music, l’applicazione che permette di ascoltare la musica in streaming. Al momento del lancio sembrava essere un successone, ma dopo soli sei mesi dalla sua uscita, la sezione tecnologica del Wall Street Journal, ha riportato l’intenzione dei vertici dell’azienda di chiudere l’applicazione. Uno dei fattori determinanti potrebbe essere l’inspiegabile ritardo nello sviluppo della versione per Android, infatti l’App è disponibile esclusivamente per utenti iOS. A questo punto si attende soltanto l’ufficialità delle indiscrezioni circa la sua definitiva chiusura.

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