Affiliazioni contestualizzate: web marketing



20100120google-adsense-logo1

Quando si parla di programmi di affiliazione troppo spesso si giudica dopo qualche giorno di utilizzo (!) in un modo (o nell’altro) sulla base di semplici considerazioni personali, o peggio estemporanee fatte da altri blogger. E’ un concetto che ritorna con grande insistenza nel momento in cui si leggono cose superficiali come “Affiliazione1 funziona bene, Affiliazione2 invece male” . La polemica nei confronti di uno o l’altro, molte volte, è fin troppo influenzata dall’esperienza personale di ogni publisher (e da cosa egli pubblica), il che solleva una serie di dubbi sull’effettiva validità di quelle considerazioni in assoluto. Esperienza personale che può essere certo un’utile testimonianza di caso, ma che non può servire sempre per fare inferenza di conoscenza su noi stessi.

Bisogna chiarire una cosa: le affiliazioni non premiano astrattamente il click in quanto tale (o almeno lo premiano in modo troppo variabile per poterlo affermare), bensì danno buon credito (in tutti i sensi) alla buona localizzazione dell’annuncio stesso in un contesto adeguato. E a volte non basta neanche questo: un caso che si verifica con grandissima frequenza riguarda siti fatti bene, scritti da persone in gamba e competenti, ma che sono difficilmente commercializzabili, in quanto trattano argomenti che hanno ben poco da vendere (quanti, in un blog sull’open source, possono davvero essere interessati a comprare un software che compare in un annuncio a 200 euro?).

La prima cosa da fare, dunque, in una campagna di web-marketing serio, dovrebbe essere quella di individuare un settore particolarmente proficuo, ovvero che possa dare ampi margini tra la spesa dell’acquirente e l’incasso del venditore. E poi, ancora: deve essere un settore su cui sapete scrivere, siete curiosi di analizzare e scoprire e sapete proporre variazioni sul tema. Pensate , per esempio, ai prodotti di nicchia che rispondono al concetto “pochi, costosi, ma buoni”. Il mercato dei DVD da collezione potrebbe essere un valido campo su cui buttarsi (attenzione ai diritti d’autore, quando lo fate), mentre un esempio ancora migliore potrebbe essere relativo al trading online oppure alla vendita di automobili.

Se è vero che molti acquistano online dal web CD/DVD , quante persone comprerebbero automobili da internet? Solo la pratica ed il tempo possono confermare o smentire queste idee. La celebre “mappa termica” di Adsense, poi, sembra essere una linea guida estremamente utile per capitalizzare al meglio i propri annunci, senza cadere così nella trappola di rendere ingannevole il contenuto stesso: i nostri clienti sono persone, probabilmente con gusti non troppo diversi dai nostri, e (dal punto di vista puramente etico) andrebbero incoraggiati, non infastiditi o confusi da banner e link testuali. La mappa termica ci suggerisce dove rendono meglio (ovvero dove sono più visibili), anche se non va considerata un “libro sacro”.

Rimane un grosso punto interrogativo per quanto riguarda quale programma di affiliazione paghi meglio e convenga di più: personalmente ne ho individuato un sottogruppo di almeno 4, ovvero Google Adsense, Tradedoubler, Bluehost e NetAffiliation. Le retribuzioni possono essere molto buone, ad ogni modo, se si promuove il tutto con un’adeguata campagna che non svii eccessivamente dal contenuto del vostro sito

Annunci sponsorizzati:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter!
Pinterest