Anche la rivista Vogue cavalca l’onda del 3D



L’ultimo numero di Vogue è uscito con un servizio fotografico interamente prodotto in tre dimensioni.
Per godere appieno la visione, la rivista esce completa di occhialini, inseriti all’interno delle pagine.

E’ così che la rivista ha voluto sfidare il mercato editoriale, che alcuni ritengono ormai sopraffatto da internet e dalla tecnologia, ormai troppo distante dalla carta stampata.
Il mensile di moda crede invece che l’innovazione possa essere fatta anche in campo editoriale, ed è per questo che offre il set fotografico di Miranda Kerr, in 3D.
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Inutile sottolineare che in un campo come quello dei set fotografici, le già bellissime modelle fotografate non potranno che trarre ulteriore beneficio del maggior realismo dato dalla visione in tre dimensioni.
L’edizione italiana di Vogue è stata in questo caso pioniera per quanto riguarda questa novità.

E questa innovazione non è solo un facile esperimento, poiché per realizzare servizi fotografici in 3D i costi sono marcatamente maggiori che non nella maniera tradizionale.
Vanno effettuati parecchi scatti in più, con un modo di lavorare diverso e più complesso.
Chissà se altri ora seguiranno l’esempio di questa rivista, a ruota dell’evoluzione 3D nel settore cinematografico e televisivo.

Certo un problema che accomuna tutti questi diversi settori, uniti nell’evoluzione verso la visione tridimensionale, è quello del fastidio di dover indossare i famosi occhialini 3D.
Se al cinema, e con i televisori, i produttori si stanno muovendo verso soluzioni per evitarne l’utilizzo, sulla carta stampata il problema non è stato forse ancora affrontato.
Rimane il fatto che finchè si consultano immagini statiche su di un giornale il fastidio per gli occhi risulta molto minore che al cinema.

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