Android non è veramente Open Source… Ma Google non doveva essere “Don’t be evil” ?



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Il mito incrollabile che Google aveva costruito negli anni di un’azienda che lavora per il bene del mondo, guadagnando in maniera onesta, sta sempre più vacillando sotto i colpi della stessa Google.
Prima l’accusa di non restituire alla collettività dell’open source abbastanza, rispetto a quanto ricevuto (tutti i server di Google, centinaia di migliaia nel mondo, sono basati sul sistema operativo linux),  e poi adesso la notizia che Google Android, il sistema Operativo Mobile Open source basato su linux, contiene molte parti di proprietà di Google e quindi non includibili in una libera distribuzione.
Ma bene! Ma bravi! Applausi!
Ma il motto di Google non era “Don’t be evil? che significa seguire una linea di comportamento etico moralmente corretto?
L’ultimo caso, in ordine cronologico, è esploso a causa di una lettera inviata da Google contro l’applicazione CyanogenMod cioè una distribuzione di Android modificata.
Tale distribuzione però ora dovrà liberarsi delle Google Apps in quanto coperte da copyright e non distribuibili come software Open Source.
Questo rende evidente e facilmente comprensibile come Google stia sfruttando la comunità Open Source a proprio uso e consumo per veicolare i propri prodotti.
Già in passato il Presidente del Software Freedom Law Center, Eben Moglen, aveva righiesto una maggiore collaborazione da parte di Google per rilasciare all’open source alcune parti non critiche dei propri software.
Ma queste richieste non avevano avuto alcun seguito. Adesso quest’ultima vicenda potrebbe irrimediabilmente compromettere l’immagine di “gigante buono”, che sembra sempre più assomigliare alle grandi Corporation dalle quali voleva prendere le distanze.

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