Approfondimento: “google bombing” oggi



Un articolo del Google Team del 25 gennaio 2007 affermava che i problemi relativi all’annoso e discusso “google bombing” erano stati definitivamente risolti. “Migliorando l’analisi della struttura dei collegamenti WEB” – si diceva –  “Google ha iniziato a minimizzare l’impatto di molte google bomb“.

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Ma andiamo per ordine, perchè in questo articolo cercheremo di capire se effettivamente “attacchi” di questo tipo abbiano senso, se potevano essere utili in termini di SEO, se sia etico impedirli e per quale vero motivo siano stati abbattuti.

(1) Il google bombing – mi chiedo criticamente – era davvero un problema così drammatico?

(2) Alla luce di quanto detto, come possiamo promuoverci senza precipitare agli ultimi posti dei risultati delle ricerche?

DEFINIZIONE. (1) Il google bombing (g.b.) è una sorta di “attacco” distribuito che veniva realizzato dai blogger, per dirottare i contenuti di una ricerca su un risultato specifico, forzando in qualche modo la mano – a scopo di marketing, visibilità, politica ecc. Il problema era che, come potete immaginare, molti cittadini  avevano associato insulti a politici famosi, col risultato che chiunque cercasse (è solo un esempio) “perfetto imbecille” trovasse tra i primi risultati un celebre ministro o un deputato. In questo modo il g.b. diventava una vera e propria arma, espressione – tutto sommato democratica – del pensiero della maggioranza dei blogger… inevitabilmente un’arma a doppio taglio.

LINK RECIPROCI. E’ ragionevole per un pubblicitario associare le espressioni come “detersivo piatti” con quelli delle più note marche, cioè quelle più riferite dai siti di distributori, clienti, ecc.: questo è coerente con il funzionamento della classificazione pagine di google, ovvero più una pagina è linkata, più “sale” nei risultati. Ovviamente non basta linkare (da sitomio.it a sitofamoso1.com e sitofamoso2.org), bisogna anche essere linkati (da sitofamoso1.com e da sitofamoso2.org a sitomio.it) e soprattutto bisogna mantenersi attinenti ai siti che si collegano. In altri termini, il linking non deve essere fatto a casaccio, ma deve stare in piedi dal punto di vista semantico (=contenuti simili, analoghi, effettivamente attinenti): altrimenti è un buco nell’acqua.

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PERCHE’ NON FUNZIONA PIU’ IL GOOGLE BOMBING. La “sporca tecnica” veniva utilizzata ad es. da alcuni attivisti politici per incrementare i link (in Italia) alla biografia dell’attuale presidente del Consiglio, mediante la frase “miserabile fallimento”. Da un certo punto di vista, era politicamente scorretto, punto e basta. Se vogliamo leggere la cosa nella sua globalità, pero’, potremmo pensare che anche tali risultati non avrebbero dovuto essere modificati in alcun modo (come invece è stato fatto), dato che si trattava (nel bene o nel male) di link che conferivano – a rigore – autorità all’entità in questione. Cambiare le carte in tavola facendo sparire i riferimenti, in un certo senso, significò modificare il “senso” stesso di internet: non si può pensare di risolvere la cosa stravolgendo i risultati ottenibili, perchè rischia di diventare censura. Se una ricerca di qualsiasi cosa coincide con il parlarne necessariamente “bene”, siamo alla fine di internet, non trovate? In altri termini, se i blogger tendevano (anche se d’accordo tra loro) a far linkare la parola “incapace” a colui che dovrebbe rappresentarli, si trattava davvero di un abuso da rimuovere?


PERCHE’ E’ STATO RIMOSSO. Google non diede importanza al fenomeno, sulle primissime: ma molti arrivarono a pensare che i risultati espressi da queste ricerche riflettessero, in qualche modo, l’opinione di coloro che lavoravano al motore di ricerca più noto del mondo. Insomma, qualche “genio” ha pensato che Google sostenesse a titolo personale l’incapacità del Presidente del Consiglio, come di quello degli Stati Uniti vittima di un attacco simile.. Un’idea abbastanza bizzarra, che prese piede a tal punto da convincere gli sviluppatori a modificare l’algoritmo per ridurre l’impatto delle “google bomb”. Questo almeno, viene detto da Google, che pur di limitare i danni di questa “arma” virtuale decise di conferire in automatico meno importanza ai blog (considerati contenuti di serie B, se vogliamo) e più importanza alle testate giornalistiche (nonostante fossero spesso promotrici di bufale e castronerìe di ogni tipo).

Mi chiedo se questo accorgimento – utilizzato ormai da anni per vanificare qualsiasi bomba – non finisca per penalizzare anche chi volesse (in buona fede) far salire il pagerank del proprio sito, senza avere migliaia di euro da spendere per pubblicizzarsi, ma puntando soltanto su contenuti “buoni”: insomma, ai nostri comuni scopi :) .

CRITERI DI GOOGLE NELLA CLASSIFICAZIONE DEI SITI. Google per calcolare l’importanza di un link (e metterlo in classifica tra i risultati) calcola in primis la popolarità della pagina web, e quindi il page rank, sommando opportunamente i pesi di ogni link ricevuto. In un primo momento quindi, la pagina web che riceve molti link, viene posizionata in alto tra i risultati, poi l’analisi dell’attinenza (o rilevanza semantica) finisce per castigare inesorabilmente chi non ha rispettato le “regole” di similarità di contenuto dettate dall’algoritmo.

Loghi Google: 400 anni dal telescopio di Galileo

UNA POSSIBILITA’ PER ACCRESCERE LA POPOLARITA’. (2) Alla luce di queste considerazioni, bisogna sapersi districare in modo mirato, e senza furbate. Per fare salire la popolarità del mio blog, evitando di lanciarmi in link-spamming dal risultato assai dubbio, sto provando ad utilizzare i widget di Liquida.it. Liquida – si legge – analizza […] ogni giorno oltre 10.000 post prodotti dagli oltre 14.000 blog selezionati. I contenuti vengono categorizzati e taggati semanticamente […]. Grazie ai widget resi disponibili da Liquida questi contenuti sono ora facilmente esportabili per chiunque abbia un sito web.

Voi inserite il widget di Liquida nel vostro sito/blog preferito, dopo aver ovviamente segnalato il vostro URL: lo scopo di questo nuovo strumento, in sostanza, è quello di realizzare dei link bilanciati (anche se non necessariamente reciproci) e tentare così la scalata del monte Google. Quando parlo di “bilanciamento” mi riferisco al fatto di linkare contenuti simili al mio (i tag che ho scelto sono caratteristici dei miei siti) nella speranza che la cosa sia reciproca dall’altra parte e che questo mi renda in qualche modo “parente” di chi collego. Potete vedere alcuni esempi attivati da me qui e qui. In bocca al lupo!

Link ad alcune delle fonti utilizzate:

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  • la scalata del monte Google :) una metafora appropriatissima, salire in cima è + difficile di quanto si possa pensare.
    Bell’articolo, complimenti!

  • grazie per i complimenti, spero che i miei articoli possano davvero essere utili a tutti!

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