Avviamo più sistemi con Grub



GRUB (GRand Unified Bootloader), è oramai il bootloader usato di default della maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux, avendo oramai soppiantato Lilo.

Un bootloader è un particolare programma che si installa nel MBR (Master Boot Record), è consente l’ avvio dei vari sistemi operativi.

Grub viene configurato tramite un semplice file di testo che si trova nella directory /grub , situata in /boot, il file in questione si chiama menu.lst

La potenza di Grub risiede nel fatto che è altamente configurabile, e che permette di avviare numerosi sistemi operativi, compreso Windows.

In questo post, non parlerò dell’ installazione di Grub, ma della possibilità di configurarlo in modo da usarlo per fare avviare sistemi operativi molto differenti tra di loro.

Per prima cosa però dobbiamo parlare del modo differente che ha Grub di identificare i device, infatti Grub utilizza una nomenclatura diversa rispetto a quella classica dei sistemi GNU/Linux, facciamo un esempio: la notazione “root (hd0,0)”, indica il primo Hard Disk (hd0) e la prima partizione (0), in pratica nella notazione classica: /dev/hda1.

Per modificare il file di configurazione proprio di Grub, occorre diventare root, usando su, oppure sudo:

# su -l root

o

# sudo root

in entrambi i casi occorre indicare la password per cambiare i privilegi, ora non ci resta che aprire il file /boot/grub/menu.lst, con un comune editor di testi, sia in modalità grafica che da shell, quindi possiamo usare Gedit se come desktop utilizziamo Gnome, piuttosto che Kedit sotto KDE, oppure Vim, Emacs, Nano ed altri in modalità a caratteri.

Una volta aperto il file di configurazione per la modifica, attenzione a cosa modifichiamo, siamo root adesso, se vogliamo essere sicuri di poter ripristinare il file originale basta effettuare un salvataggio di backup, andiamo ad inserire le varie indicazioni a seconda dei sistemi operativi che Grub deve avviare:

– Windows

title Windows XP
rootnoverify (hd1,0)
makeactive
chainloader +1
boot

La stringa che comincia con title, non fa altro che aggiungere una voce al menù iniziale di Grub, mentre il comando rootnoverify indica a Grub la partizione in cui si trova Windows, in questo caso la prima partizione di un secondo Hard Disk (hd1,0), la terza stringa rende la partizione “attiva”, fondamentale per il S.O. di casa Microsoft, la stringa chainloader forza Grub a leggere la prima traccia della partizione Windows, mentre l’ ultimo comando fa partire il sistema.

– FreeBSD, PC-BSD

title FreeBSD
root (hd1,1,a)
kernel /boot/loader

Questa è la notazione per i sistemi BSD like, in questo caso vi è una terza voce alla stringa root, la cosa dipende dalla notazione propria dei sistemi BSD, in pratica il boot loader si trova nella prima slice della prima partizione del secondo Hard Disk.

– OpenBSD

title OpenBSD
rootnoverify (hd1,2)
makeactive
chainloader +1
boot

Per OpenBSD il codice è molto simile a quello di Windows, in quanto anche questo sistema operativo abbisogna che la partizione su cui è installato sia resa attiva.

– BeoS

title BeoS
rootnoverify (hd1,3)
makeactive
chainloader +1
boot

Infine un’ ultima chicca, non molti sanno che è possibile spegnere il computer direttamente da Grub, basta inserire le seguenti stringhe:

# Spegne il PC
title Spegnere il PC
halt

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