Banda Larga: dal 2007 si fa sul serio!



Le notizie questi giorni ci dicono che dal 2007 il Governo farà dura battaglia al digital divide e diffondere la banda larga ovunque.

Prima notizia: è nato ieri, con decreto del Consiglio dei Ministri, il “Comitato per la diffusione della banda larga sul territorio nazionale”. Obiettivo: copertura del 100 per cento della popolazione entro il 2011 (dall’attuale 87 per cento).

Seconda notizia: da questo mese, il Ministero della Difesa e quello delle Comunicazioni hanno cominciato a mettersi d’accordo per il passaggio delle frequenze deputate al WiMax. Ora sono vicini a un’intesa e il Ministero delle Comuincazioni conta di fare il bando per l’inizio dell’anno prossimo. Stima ottimistica- forse toccherà aspettare l’estate- però almeno adesso si ha la certezza (o quasi) che entro il 2007 il WiMax avrà luce anche in Italia. Con 3-4 anni di ritardo rispetto al resto d’Europa.

Le due notizie sono collegate perché il WiMax, nella versione che ha già avuto esordio commerciale nel resto d’Europa (la 802.16d), serve soprattutto per portare la banda larga nelle zone non raggiunte da Adsl. È così in Francia, Spagna, Germania, Gran Bretagna (per esempio), con offerte simmetriche fino a 4 Mbps e prezzi simil-Adsl (da 10 a 60 euro al mese), con flat VoIP in bundle.

È WiMax da postazione fissa, per accessi da casa o dall’ufficio; per questi scopi, vanno bene le frequenze designate, cioè 3,4-3,6 GHz, che in Italia sono ancora in mano al Ministero della Difesa. Il quale si sta ora mettendo d’accordo sull’ammontare del rimborso che gli spetta dal Ministero delle Comunicazioni. L’Autorità Garante delle Comunicazioni, però, già da novembre ha aperto la consultazione pubblica attraverso la quale deciderà i criteri per le aste WiMax, che assegneranno le licenze agli operatori. In Germania si è appena conclusa, questa settimana, l’ennesima asta di assegnazione; è la prima lì ad avere una rilevante copertura territoriale. In Francia, in Germania e in Gran Bretagna, infatti, si sta delineando la tendenza a offrire il WiMax anche là dove c’è l’Adsl; in concorrenza con i tradizionali operatori broadband. Il che è un bene per i consumatori, perché spinge i prezzi in basso e diversifica le offerte.

È chiaro che laddove l’Adsl manca, il WiMax giunge ancora più opportuno, per sanare le situazioni di digital divide di cui soffrono aziende, utenti, pubbliche amministrazioni. Per coprire il 100 per cento della popolazione, come da obiettivi del Governo, è inevitabile usare anche tecnologie wireless, dove non convenga posare la fibra o installare Dslam Adsl. Il WiFi, l’Hiperlan già sono usati a questo scopo; il WiMax però offre migliori garanzie di qualità ed è più congeniale per utenti esigenti e imprese.

Il neo Comitato servirà a coordinare (come “cabina di regia”) le varie iniziative e progetti con cui già le pubbliche amministrazioni, gli operatori e soggetti come Sviluppo Italia-Infratel stanno andando a colmare il digital divide. Il Comitato avrà quindi il duplice compito di intesificare i lavori e di fornire una regia che finora è mancata nella selva di iniziative disparate e indipendenti le une dalle altre, frutto della libera iniziativa di soggetti pubblici o privati. Il pericolo, nel caos dei progetti, è di sprecare risorse e di allontare l’obiettivo della copertura totale; per esempio, senza una regia, si rischia di avere più progetti anti digital divide in una stezza zona, sovrapposti; e di lasciarne sguarnita un’altra.

Il Comitato è formato dai ministri delle Comunicazioni, degli Affari regionali, delle Riforme e delle Innovazioni nella Pubblica amministrazione. Collaborerà un pool tecnico presieduto da Paola Manacorda, ex commissario dell’Autorità Garante delle Comunicazioni. Compito del pool è di ottimizzare gli interventi e le risorse pubbliche stanziabili a questo scopo, “pari a 1 miliardo e 100 milioni di euro, secondo un primo censimento, per oltre due terzi disponibili su scala locale”, ha dichiarato Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni.

int.pro.

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