Bing fornirà servizi di ricerca a Yahoo!



La transizione era già cominciata il mese scorso ma ora i test sono terminati perciò Yahoo! e Microsoft hanno ufficializzato il loro accordo che porterà lo storico portale ad utilizzare Bing come motore di ricerca per web, immagini e video.

Questo accordo rappresenta forse la fine o forse solo il passaggio ad un’altra fase di un tira-e-molla tra le due aziende iniziato nel 2008 con il tentativo di Microsoft di acquistare Yahoo! che ha visto varie offerte nel corso dell’anno. Una volta fallito questo tipo di approccio l’azienda di Bill Gates è invece riuscita ad arrivare ad un accordo con Yahoo! per la fornitura dei suoi servizi di ricerca web.

Di fatto Yahoo! ora rinuncia ad essere un motore di ricerca autonomo e questo è un passo fondamentale per un’azienda nata nel 1994 con l’allora rivoluzionario scopo di creare un indice di link ai siti dell’allora giovane world wide web. In realtà Yahoo! non è stato il primo motore di ricerca ma all’epoca fu quello che ebbe maggior successo, almeno fino all’arrivo di Google, che cambiò definitivamente il web diventando con il passare del tempo quasi il monopolista delle ricerche.

Nel corso degli anni Yahoo! divenne un portale generalista in cui si può trovare di tutto e di più ma la crisi non risparmia nessuno e nel mondo dell’informatica le cose possono cambiare rapidamente: negli ultimi anni anche a causa delle critiche arrivate da chi voleva la vendita a Microsoft l’azienda si è indebolita ed ora è da vedere se quest’accordo riuscirà a riportarla in auge come partner di Microsoft/Bing.

L’accordo tra Yahoo! e Microsoft arriva nello stesso periodo in cui un altra storica azienda di Internet nata come motore di ricerca e poi riciclatasi come portale che offre vari servizi è stata venduta: Lycos, acquistata dalla Ybrant Digital per 36 milioni di dollari. Ricordiamo che nel 2001 Lycos venne acquistata dal provider spagnolo Terra Networks SA per la bella somma di 12,5 miliardi di dollari. In realtà parte dei servizi di Lycos erano già stati venduti alla Daum Communications nel 2004 per 105 milioni di dollari e sono quei servizi ad essere stati ora rivenduti ma è chiaro che globalmente l’azienda si è svalutata e gli utenti italiani hanno potuto toccarne con mano la decadenza l’anno scorso con la chiusura della maggior parte dei servizi.

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