Bono Vox contro il filesharing



Bono Vox contro il filesharing, che secondo lui aiuterebbe soltanto i provider ad aumentare il guadagni e non gli artisti, specialmente quelli giovani, che fanno fatica a farsi conoscere e a guadagnare dalla loro arte. In un articolo editoriale per il New York Times il cantante degli U2 ha elencato le 10 cose che saranno “importanti, sane e civili”. Non una lista, tra le tante, che fanno il riassunto del decennio scorso quindi ma una lista che guarda al futuro.

Tra i punti che l’artista elenca anche un attacco diretto al filesharing e ai sistemi peer to peer che permettono di condividere la musica di un artista senza corrispondere diritti d’autore e senza che si paghi il prezzo di un disco.
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La possibilità di scaricare “un’intera serie di 24 in 24 secondi” non fa che accrescere, secondo Bono, la potenza e gli introiti dei provider. Questo sistema di Robin Hood al contrario avvantegerebbe i fornitori dei servizi e farebbe soltanto del male agli artisti.

Bono se la prende con i provider perché   questi si dichiarano incapaci di riconoscere il traffico dei loro utenti, quando nel mondo sia per indagare contro la pedopornografia sia per catturare i dissidenti dei regimi, i mezzi per monitorare il traffico degli utenti esiste eccome.
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