Brunetta: stop investimenti per la banda larga



“È inutile pensare agli 800 milioni che mancano per la banda larga in Italia quando il suo livello attuale di utilizzo è inferiore al 50%.” Queste sono le dichiarazioni di Brunetta riportate dal Sole24Ore. 

Secondo il Ministro il problema “banda larga” si è capovolto. Se prima gli italiani non potevano accedere a determinati servizi di e-government a causa della carenza di banda larga, ora ci sentiamo dire che a causa dello scarso utilizzo della banda larga è inutile investire ancora su di essa.

Il problema non è quindi l’arretratezza della rete, ma piuttosto un problema culturale degli italiani che non la sfruttano. Insomma, la rete allo stato attuale va più che bene visto il suo grado di utilizzo. Degli 800 milioni di euro che furono stanziati nel fondo di investimento per la banda larga ne sono rimasti solo 100. Metà finanziati dallo stato e metà dalle singole regioni.

Come sappiamo Telecom Italia decide le zone da coprire in base a scelte economiche. Chi si trova in zone non servite si ripiega su servizi di internet mobile (vodafone ha un progetto di copertura molto importante per le aree scoperte da banda larga) oppure ripiega sui Wisp (che pero’ a volte danno un servizio qualitativamente lacunoso).

Che sia un problema di fondi o un problema culturale, certo è che l’Italia si ritrova al 48° posto della graduatoria mondiale stilata dal World Economic Forum per quanto riguarda la crescita dal punto di vista della tecnologia.

E intanto fioccano i commenti sul web. Quasi tutti contro il Ministro come era prevedibile. Molti gli ricordano la promessa (mancata) dei 2 Mbits entro il 2010 in tutte le case. E mentre all’estero si viaggia fino a diverse centinaia di Mbits qui in Italia si discute ancora sul fatto di portare o meno la banda larga a tutti.

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