Business Intelligence – [1° parte] – Un po’ di storia…



Le applicazioni di Business Intelligence (BI) del giorno d’oggi sono soluzioni software che consentono di fare analisi dati per misurare e migliorare la qualità e il servizio dei processi di business. Dal punto di vista IT invece le applicazioni di BI sono un insieme di strumenti, tecnologie e best-practice ad hoc per questo tipo di soluzioni software.

Poiché il buon funzionamento dei processi è una componente essenziale per fornire servizi e prodotti di qualità a prezzi concorrenziali, i sistemi BI costituiscono oggi una voce di spesa importante del budget IT di ogni organizzazione o azienda che deve competere in un mercato globale. Si spende perché la BI consente di misurare i processi in modo oggettivo attraverso i KPI (Key Performance Indicator).

Quella descritta è la situazione attuale ma ci sono voluti diversi anni per arrivare alle soluzioni BI di oggi. Anni in cui molti persone IT hanno messo a repentaglio la loro credibilità professionale per i continui fallimenti (o successi solo parziali) dei progetti BI di cui facevano parte. In questo articolo vogliamo descrivere le origini della BI e il percorso che ha portato l’IT alle soluzioni di oggi.

Dal punto di vista business l’esigenza di utilizzare i dati per fare analisi emerse fin dai primi anni ’70, ovvero fin dalla prima fase di informatizzazione dei processi aziendali “core”: contabilità, fatturazione, acquisti, vendite, logistica, ecc..

Per il business era “naturale” pensare che i dati ormai presenti negli “archivi” fossero automaticamente disponibili anche per le loro “semplici” esigenze analisi. Purtroppo però non era (e non è tuttora) così; per motivi che approfondiremo nei prossimi articoli, quei dati non erano adatti alle analisi che loro richiedevano di poter fare, ma purtroppo neanche le persone IT lo sapevano!

Uno dei principali motivi di insuccesso delle soluzioni BI dagli anni ’70 agli anni ’90 fu che l’IT non era pronta ad accogliere e soddisfare i requisiti di BI: mancavano sia gli strumenti che le competenze specifiche. Lo stesso mondo accademico in quegli anni considerava ancora i sistemi BI come “accessori” o come soluzioni di “serie B” rispetto ai sistemi di processo (detti anche sistemi transazionali).

Di fronte a questo stato di cose, i professionisti IT che si trovavano a far fronte alle richieste del business procedevano “empiricamente”, al meglio delle loro esperienze e intuizioni; nella migliore delle ipotesi affrontavano e tentavano di risolvere i requisiti BI come facevano con i sistemi transazionali: lo stesso approccio metodologico, lo stesso modo di condurre l’analisi e il design e le stesse tecniche di implementazione. Risultato: un insuccesso assicurato.

L’IT non aveva le giuste competenze per affrontare soluzioni di BI. Punto. Non c’era nemmeno la consapevolezza che fossero progetti dal successo completo quasi impossibile.

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