CEO Apple: una poltrona per tre persone?



Se stessimo parlando di calcio, quello che leggerete in queste righe potrebbe sembrarvi fantacalcio, ma per nostra fortuna parliamo di tecnologia, di dimostrazioni empiriche e di collaborazioni che si fondano e smontano nel corso degli anni.

Le due più grandi società che in questo momento stanno dettando legge nel campo informatico, ovvero Apple e Google, per quanto possano essere diverse e seguano filosofie diametralmente opposte (basta fare il confronto tra iOS ed Android) in questo periodo stanno vivendo una situazione sovrapponibile.

Evidentemente gli astri in questo periodo dell’anno sorridono poco a chi ricopre l’importante ruolo di CEO: da un lato Steve Jobs, CEO di Apple, dall’altro Eric Schmidt, CEO di Google.

Sappiamo che il primo ha chiesto un periodo di congedo a tempo indeterminato – ma non per questo definitivo- per porre le questioni di salute davanti a quelle societarie, e lo stretto riserbo e rispetto della privacy per il Jobs uomo, hanno fatto si, che dopo una fase di gossip iniziale hanno messo la parola “silenzio” alla questione.

Il secondo, durante una conferenza stampa dedicata alla ufficializzazione dei dati fiscali di Google per l’ultimo trimestre del 2010, con stupore dei presenti ha affermato anche la sua abdicazione al timone della società, a favore di Larry Page, che ufficializzerà la sua investitura il 4 aprile 2010. A Schmidt, che non abbandonerà l’azienda, resterà il compito di gestire partnership ed il business societario.

Ed è qui che viene il bello. Messa da parte Google, i riflettori sono puntati tutti su Apple e su chi siederà sulla poltrona del CEO. I nomi sono 3, ovvero:

Steve Jobs: il periodo di malattia, le cui cause sono incerte, dovrà concludersi al meglio prima o poi (o almeno questo è il pensiero speranzoso di chi è affezionato allo Steve CEO e persona), per cui tutto a Cupertino ritornerà come un mesetto fa, e tutti vissero felici e contenti.

Tim Cook: per chi non lo conoscesse, si tratta dell’uomo che attualmente si sta occupando della Apple nientepopodimeno come CEO; il suo mandato straordinario, potrebbe tuttavia diventare ben presto ordinario per diversi fattori tutti a suo favore. Il fatto di essere il n. 2 a Cupertino, di aver sostituito Jobs già in passato, con grande soddisfazione dei soci, e di aver rifiutato un’offerta a cui difficilmente si poteva dir di no avanzata da HP, lascerebbero ben poco spazio ai dubbi. Tra l’altro è stato lui ad aver preso per mano Apple durante la presentazione dell’iPhone 4 CDMA di Verizon Wireless, per cui la società non verrebbe lasciata allo sbaraglio, ma al contrario messa nelle mani di chi conosce l’azienda e la tiene sul palmo della mano.

Eric Schmidt: questa è l’ipotesi annunciata da Peter Misek, analista della banca d’investimento Jefferies. Come potrebbe l’ex amministratore delegato del più grande concorrente di Apple, passare proprio dall’tra parte della barricata?

La risposta è piuttosto semplice:  è probabile che i ruoli di Google e Apple si sovrappongano nel settore del cloud computing, pubblicità e contenuti, per cui Schmidt sarebbe la persona giusta al posto giusto. Basti pensare che come capo di BigG, ha fatto schizzare i profitti dagli 86,43 milioni di dollari del 2001 ai 29,32 miliardi di dollari del 2010.

Tali referenze, tuttavia, sembrano non smuovere più di tanto gli investitori ed osservatori, tanto più che ritengono che fino ad oggi, Google è ciò che è grazie a Page e Brin, e che Schmidt si sia “limitato” a gestire la società dal punto di vista organizzativo e finanziario e di creare le alleanze strategiche. Resta però poco chiaro il motivo della sua rinuncia alla carica di CEO di Google.


Riassumendo il tutto, il succo del discorso è chiaro: ad Apple ci vorrebbe un personaggio carismatico e che sappia mettersi in gioco ogni giorno, per fare dell’innovazione l’arma vincente che, da qualche anno a questa parte, ha contraddistinto la società californiana. Probabilmente un nuovo Steve Jobs non è ancora nato, ma questo non vuol dire che il cielo sopra Apple sia nuvoloso.

Vedremo nei prossimi mesi cosa accadrà. Voi invece per chi propendete per il post-Jobs?

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