Come installare applicazioni incompatibili su android



Sono numerose le restrizioni che possono riguardare le app scaricabili dagli store. Ogni restrizione ha una sua specifica motivazione, ma è possibile raggrupparle tutte in tre categorie principali.

Nel primo caso si tratta di applicazioni che risultano non compatibili con il proprio device, soprattutto per una questione di aggiornamento del firmware. In pratica lo smartphone o il tablet in questione non presentano tutte le caratteristiche tecniche necessarie per avviare tale app al 100%. Questa però potrà comunque essere scaricata e fatta girare, ottenendo un più che discreto risultato, seppur in parte limitato o meno fluido.

Nel secondo caso invece abbiamo a che fare con limitazioni territoriali, come nel caso di applicazioni ufficiali di alcuni gruppi bancari che, al di fuori di alcuni paesi, rendono impossibile il funzionamento oltre che, in alcuni casi, il download.

Il terzo caso infine riguarda ogni applicazione che, al momento del rilascio sul market, richiede una versione Android minima per garantirne il funzionamento. Nel caso del browser Chrome di Google ad esempio occorre aver installato sul proprio device almeno Android 4.0, se non una versione più recente. Occorre precisare però che per poter vedere tra i risultati della propria ricerca delle applicazioni incompatibili, occorre necessariamente recarsi sul sito di Google Play e non sull’app.

Market Helper

Ogni dispositivo Android è dotato di un file denominato build.prop. Questo ha lo scopo di identificare il modello del device, impedendo di conseguenza l’installazione di applicazioni incompatibili con esso.

Il web offre però delle soluzioni a tale inconveniente, consentendo di modificare questo file. Questa operazione però poteva risultare, soprattutto per i meno esperti, alquanto complessa e in parte rischiosa. Per questo si è di recente affermata maggiormente l’alternativa proposta da Market Helper app.

Questa risulta molto più semplice e sicura ma, pur essendo legale, inficerà la garanzia del dispositivo. Inoltre quando si effettuano operazioni del genere occorre tener conto di un margine di rischio. Per questo, prima di iniziare, occorre effettuare il backup del proprio dispositivo, così da mettere in salvo qualsiasi file presente. Per ottenere i permessi di root di un qualsiasi device è possibile utilizzare programmi come SuperOne Click o Unlock Root. L’operazione è davvero semplice e per completarla è necessario semplicemente un cavo dati con porta USB, così da collegare il dispositivo al proprio desktop pc. Prima di far questo però sarà necessario disabilitare nel menù impostazioni la modalità “Debug USB“. Una volta installati i driver necessari dei due programmi (che partiranno in automatico), si dovrà cliccare sui tasti Root oppure Unlock, a seconda del programma che avete scaricato.

unlock

Ora siamo pronti a utilizzare “Market Helper“, che non è scaricabile però dallo store ufficiale Google Play. Basterà però eseguire il download da questo link. Prima di farlo però si dovrà spuntare l’opzione “Origini sconosciute” sul proprio dispositivo, che si trova nella sezione Sicurezza del menù Impostazioni.

Dopo aver installato il programma si dovrà cliccare sul menù Select Device quale dispositivo intendiamo emulare, così da poter tranquillamente utilizzare qualsiasi applicazione. Una volta indicato anche il modello preciso e, se lo si desidera (o se necessario) anche l’operatore), possiamo cliccare su Activate.

A questo punto verrà richiesta una nostra conferma, alla quale rispondiamo con Consenti, e aggiorniamo il tutto cliccando su Google Dashboard. In questo modo, accedendo normalmente al Play Store, potremo installare qualsiasi applicazione.
market_helper

TunnelBear

Un altro limite inerente le app aggirabile è quello dell’uso esclusivo all’interno di alcuni paesi. Se intendiamo scaricare e far girare in Italia un’applicazione come “Hulu” ad esempio, la cosa risulterà impossibile, dal momento che Google riconoscerà subito che non siamo in uno dei paesi consentiti, come ad esempio gli USA.

Per ovviare a tale problema è possibile utilizzare una VPN, ovvero una rete privata, che non necessita neanche dei permessi di root. Per connettersi a una di queste reti, sia per le app dall’Inghilterra che dall’America, è possibile sfruttare “TunnelBear“.

Quest’app vi concederà soltanto un quantitativo limitato di MB al mese, ma ciò dovrebbero di certo bastarvi per scaricare alcune applicazioni. Dopo l’installazione di quest’app dovrete riavviare il dispositivo, eseguire la connessione a una VPN (indicando il paese desiderato), e poi accedere normalmente a Google Play, che dovrebbe localizzarvi in un’altra parte del mondo.

Alcune app però potrebbero aver bisogno di un’app come Tunlr per poter funzionare dopo il download.

tunnel_bear

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