Come non si paga la TV satellitare!



Illegale, ma purtroppo è una verità, si sta ricominciando a scambiare i codici di accesso, e questa volta sembrerebbe che sia per sempre. Le pay tv sono state abbattute con la loro stessa arma: un semplice decoder digitale.
Tanto è bastata ai pirati informatici per superare ancora una volta le protezioni dei canali criptati,
Un DreamBox, una connessione ad internet, un pugno di amici e per le Pay tv è notte fonda.
E’ solo l’ultimo capitolo di una storia fatta di mosse e contromosse.
Tutti è iniziato così………………………

In principio fu Eutelsat, con i primi satelliti spediti in orbita all’inizio degli anni 80. Da allora e molto lentamente, il mercato delle trasmissioni televisive satellitari è cresciuto in tutta Europa raggiungendo negli anni 90 anche l’italia con le emittenti Stream e D+.
Due operatori peruna ricca torta, quella dei diritti sulle partite di calcio delle squadre di serie A.
Il duopolio è durato veramente poco, infatti ben presto il padrone del mercato satellitare in italia ha iniziato a rispondere ad un nome e cognome: Rupert Murdoch.
Un magnante dell’era moderna, che è sbarcato nel nostro Paese trasformando Sky nell’unico operatore che adotta sistemi di trasmissione satellitare a pagamento.
Il network dell’editore australiano ha conquistato i telespettatori con un mix di cinema, sport e tutto quello che è possibile trasmettere.
Oggi Sky conta più di 3 milioni di abbonati in italia, proponendo offerte per tutti i gusti.

Ora non mi metto a parlare di Sky, in quanto dovrei fare un’opinione a sè nell’apposita categoria, ma volevo dire, che il lato oscuro della televisione a pagamento è sempre stata la pirateria satellitare.
I cracker non si fermano di fronte a nulla e nessun sistema di criptaggio delle trasmissioni ha retto contro la bravura di chi padroneggia le meraviglie della programmazione e della criptoanalisi.
Ai tempi di stream e d+ i sistemi di codifica Irdeto e Seca erano diventati lo zimbello di tutti.
Spacciati per sistemi impenetrabili, entrambi si sono dimostrati facilmente attaccabili: bastava dotarsi di un programmatore hardware, di uno smartmouse e di una smart card su cui caricare i file contententi i codici scaricabili da interenet.
Chiunque era in grado di vedere a sbafo film e calcio senza spendere un centesimo e sostenere solo i costi dell’attrezzatura pirata, venduta comunque a caro prezzo nei negozi on-line di elettronica sparsi per la rete.

Nel 2003, anno di massima diffusione della pirateria satellitare è arrivato il magnante australiano Ruper Murdoch che ha invaso gli schermi digitali degli italiani con Sky, facendo piazza pulita dei concorrenti e imponendo un sistema di codifica a prova di cracker: NDS.
In realtà l’NDS è il nome dell’azienda che ha creato il VideoGuard, un sistema di criptaggio delle trasmissioni satellitari talmente robusto da non essere stato ancora violato dai sathacker.
Ma nonostante tutto, gli instancabili pirati del sattelite hanno messo a punto un escamotage per “riportare la luce” nelle proprie case.
La manna per tutti gli sathacher italiani è arrivata dalla Germania e si chiama DreamBox.
A metà tra un normale decoder e un personal computer il Dream box è un ricevitore evoluto equipaggiato con un vero e proprio sistema operativo basato su una distribuzione Linux appositamente realizzata.
La differenza sostanziale con gli altri decoder consiste nella possibilità di emulare tutti o quasi tutti i sistemi di codifica utilizzati dalle emittenti satellitari.
Generalmente un normale decoder è dotato di un modulo di accesso condizionato che in cooperazione con la smart card decripta il segnale ricevuto tramite la parabola,
Ogni volta che si vuole vedere un canale con un sistema di codifica bisogna cambiare la CAM.
Nel DreamBox, invece, questo non è necessario in quanto è possibile installare un SoftCAM, degli emulatori software che simulano in tutto e per tutto il funzionamento di una CAM hardware tradizionale, permettendo di visualizzare in chiaro i segnali satellitari criptati a condizione, ovviamente, di avere un abbonamento regolarmente pagato e una smart card originale.
il decoder DreamBox è dotato anche di una presa ethernet e puo’ quindi trasformarsi in una vera e propria periferica pronta a integrarsi in una rete di computer,
Inserito all’interno di un network senza fili wi-fi, il dream box permette l’invio ad altri pc, datati anch’essi di scheda satellitare, dei canali sky, realizzando una sorta di Multivision casalingo.

Ma a conti fatti il gioco vale la candela? Volete dormire sonni tranquilli senza violare alcuna legge?
Fate voi…

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  • Splendido e affascinante come articolo, ma in effetti non dice nulla di nuovo; mi sembra che abbia sembre bisogno di una smrat – card originale, ma questo lo si sapeva gia dal 2003. Vi sembra che uno ne possa possedere una senza pacare il canòooone?
    La verità è che l’nds è veramente robusto e a prova di haker.

    cordiali saluti

  • Nicola Raglia

    Mai sentito parlare di card sharing. Altro che niente di nuovo. Ma perche la gente parla.

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