Come proteggere la posta elettronica dei tuoi figli



I bambini di oggi conoscono i nuovi media come fossero un secondo alfabeto. Questo non vuol dire che sappiano anche usarli con l’accortezza necessaria.

Prendiamo la posta elettronica. Tutti sanno mandare una mail. Però molto spesso la posta elettronica veicola dei pericoli di cui i bambini non si accorgono. E’ il caso dello spam: quante volte arriva via mail l’invito a comprare online libri, giochi, vestiti e quant’altro? Spesso.

Il punto è che talvolta le offerte che riceviamo non sono reali e puntano a siti che sono creati solo per carpire i dati della carta di credito di mamma e papà. La soluzione in questo caso sta nell’installare in tutti i browser un sistema “anti-phishing”: si può adottare la Netcraft toolbar che indica graficamente se un sito è vero o finto, oppure si può usare il McAfee SiteAdvisor, un plug-in che blocca l’accesso ai siti pericolosi.

Talune soluzioni antivirali all-in-one, come Avast, forniscono anche accorgimenti per l’home banking o l’e-commerce: connessione sicura SSL e criptazione dei dati. Insieme alla soluzione “software”, va spiegato ai bambini che ci vuole sempre cautela nel compiere certe operazioni online e che, forse, è il caso di farsi assistere dai genitori. Connesso al pericolo del “Phishing”, è quello classico degli attacchi virali: spesso arrivano mail con titoli molto accattivanti che invitano a cliccare su un allegato per vedere un filmato divertente o le foto del proprio divo preferito. Facendolo viene installato un virus che compromette la sicurezza ed il funzionamento del pc. Per rimediare, occorre innanzitutto spiegare ai piccoli che non va cliccato su qualsiasi link o allegato sia contenuto nella mail. Successivamente vanno installati un antivirus ed un anti-keylogger (ad es. Snoopfree) in modo che non possa essere tracciato quanto digitiamo sulla tastiera.

Non sarebbe neanche male leggere la posta sulle webmail viste le efficienti soluzioni antivirali che hanno integrate. Nella carrellata sui pericoli della posta elettronica, troviamo anche le Catene di Sant’Antonio: possono essere utilizzare sia per ottenere danaro da persone ingenue, sia per ottenere dati sensibili. Per dati sensibili intendiamo i dati che consentono la nostra identificazione. Un bambino potrebbe essere contattato via mail e fornire il proprio indirizzo ed una propria foto. Questo lo renderebbe rintracciabile con gravi pericoli per la sua sicurezza. Non molto dissimile è il problema del “Sextexting”: lo scambio di foto compromettenti, spesso sessualmente esplicite, anche tramite email. In questi casi si può intervenire sia con un sistema di controllo genitoriale che monitora quello che i nostri figli fanno online e con chi hanno contatti. Con questi sistemi è anche possibile filtrare il tipo di allegato che si può spedire tramite la propria casella di posta elettronica. Si può e si deve, però, anche spiegare ai bambini che il web è reale ed è “per sempre”. Ciò che si fa sulla rete può avere ricadute nella vita reale, presente e futura, ed il materiale che immettiamo sulla rete smette di essere nostro appena lo inviamo ad un’altra persona.

Oltre ai virus, al “Phishing” ed alle minacce alla privacy, la posta elettronica nasconde un altro pericolo, molto più banale e sottovalutato: la dipendenza. Può capitare che si riceva una mail che invita a giocare (d’azzardo) e che questo sviluppi una dipendenza. La soluzione sta nell’usare un programma di Controllo genitoriale (interno a Windows o free come K9 Web Protection) che stabilisce degli orari di uso del pc e della connessione e che interdicono dalla visione di contenuti che possono traumatizzare il bambino. Di sicuro le soluzioni ai pericoli della mail sono sempre sia software che di buon senso.

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