Come scegliere un obbiettivo per la propria fotocamera digitale



Avete da poco comprato una fotocamera reflex e volete cambiare l’obbiettivo che vi hanno dato in dotazione solo che non sapete affatto cosa e come scegliere, se vi rispecchiate in questo scenario allora questa guida fa al caso vostro.

Innanzitutto occorre premettere che non esistono obbiettivi fotografici che vanno bene per tutti, la scelta di un’ottica piuttosto che un’altra è una decisione puramente personale, da prendere in base alle proprie esigenze e priorità. Ne esistono in commercio di tanti tipi, proprio perché ognuno soddisfa diversi criteri qualitativi e pratici definiti dal consumatore stesso, che cercherà nell’acquisto un prodotto fatto su misura per le proprie esigenze. E’ necessario a questo punto capire come funzionano e come si classificano i diversi tipi di obbiettivi fotografici.

Un obbiettivo fotografico è un sistema ottico capace di raccogliere e riprodurre un’immagine (quindi la luce), a seconda delle lenti di cui si compone e del tipo di costruzione dell’apparato stesso, la luce che passa al suo interno viene modulata in maniera differente. L’obbiettivo può essere paragonato all’occhio umano, dove l’iride rappresenta il diaframma che si restringe o dilata a seconda della luce che vi entra, il cristallino è il sistema di messa a fuoco e la retina è il supporto dove viene impressa l’immagine (pellicola o sensore digitale).

Una prima classificazione delle ottiche fotografiche viene fatta in base alla loro lunghezza focale, ovvero la distanza, espressa in mm, tra la lente principale e il piano di messa a fuoco che, nel caso della macchina fotografica, è costituito dal piano della pellicola o del sensore. Questa lunghezza influenza l’angolo di campo visibile dell’obbiettivo in maniera inversamente proporzionale, ovvero, più la focale è corta più ampia sarà la visuale dell’obbiettivo, più la focale aumenta e più l’angolo di visuale andrà restringendosi. In sostanza capire questo concetto serve a sfatare il mito per cui gli obbiettivi di lunga focale ingrandiscano i soggetti inquadrati, l’effetto di ingrandimento è solo virtuale, ciò che fanno in realtà è restringere il campo dell’inquadratura. Per rendersi conto di ciò basta fare un inquadratura su un soggetto con un obbiettivo dalla focale lunga e successivamente inquadrare lo stesso soggetto con una focale corta cercando di far coincidere i risultati, si noterà che con l’obbiettivo più “corto” bisognerà avvicinarsi di più al soggetto per riempire bene l’inquadratura ma, a quel punto, si noterà un cambio di prospettive. A proposito di ciò sfatiamo un altro mito che è quello secondo il quale gli obbiettivi dalla focale lunga appiattiscano i piani prospettici dando un’eccessiva sensazione di bidimensionalità alle immagini; in realtà una lente non ha questo potere, l’unica cosa che cambia il piano prospettico in una foto è la distanza tra il soggetto e il fotografo, cioè quanto si è vicini o lontani dal soggetto che si intende fotografare, concetto che può essere facilmente verificato facendo due foto allo stesso soggetto con due obbiettivi dalla lunghezza focale diversa ma restando alla stessa distanza, si osserverà che seppure in una il soggetto apparirà più “piccolo” le prospettive tra gli elementi della foto sono identiche.

Per facilità di identificazione sono state date delle definizioni a seconda della misura della lunghezza focale: viene definito grandangolo o grandangolare un obbiettivo la cui lunghezza focale non supera i 35mm; normale o standard quando la lunghezza è compresa tra i 35 e i 50mm; tele e supertele dai 50mm in poi.

Gli obbiettivi che hanno un’unica lunghezza focale vengono definiti ottiche fisse, sono costituiti da lenti che permettono solo la messa a fuoco dell’immagine, sono caratterizzati da un alto potere risolvente e vengono usati dai fotografi che ricercano la massima qualità. Per esigenze di mercato e dei consumatori esistono tuttavia degli obbiettivi che permettono di avere a disposizione differenti lunghezze focali in un’unica soluzione, sono gli zoom, costituiti da complessi sistemi di lenti mobili che permettono con un semplice gesto della mano di avere delle escursioni focali a volte anche molto estese; sono un buon compromesso per i fotografi che per questioni di comodità e praticità hanno bisogno di passare velocemente da un tipo di inquadratura a un altra. Esistono poi altri tipi di ottiche di costruzione particolare usate per settori specifici della fotografia, di cui però non ci dilungheremo a parlarne in questa sede.

Come scegliere allora l’obbiettivo più adatto alle proprie esigenze? Per farlo bisogna capire che tipo di fotografia si intende fare e a che livello e trovare il giusto compromesso, poiché non esiste un obbiettivo che racchiuda in sé tutte le possibili esigenze di un fotografo. Se si ama ad esempio la fotografia paesaggistica ci si orienterà più verso i supergrandangoli, se si desidera invece fare reportage di qualsiasi tipo le ottiche per eccellenza sono il 24 e il 35mm, chi vuole fare ritratti sceglierà un medio teleobbiettivo, chi invece ha la passione della fotografia sportiva o della caccia fotografica, o semplicemente vuole divertirsi a fare il paparazzo in spiaggia, comprerà un teleobbiettivo spinto. A seconda poi di quanto si intende spendere si potranno trovare prodotti più o meno di qualità e dalle caratteristiche differenti, i fattori che influenzano il prezzo infatti sono: la qualità della costruzione e delle lenti; la luminosità, definita dalla massima apertura consentita del diaframma; la presenza di optional, come ad esempio lo stabilizzatore di immagine che consente di ridurre le vibrazioni dell’obbiettivo che potrebbero disturbare l’immagine, soprattutto quando si scatta a mano libera con tempi d’otturazione al di sotto della soglia critica. Un buon consiglio è quello di scegliere degli obbiettivi prodotti dalla stessa casa della fotocamera in quanto la totale compatibilità garantisce risultati ottimali e la possibilità di sfruttare appieno le potenzialità della propria attrezzatura.

In conclusione, capire bene quali sono le proprie priorità in campo fotografico aiuta nella scelta ed evita pentimenti in seguito, meglio poi non andare di fretta in questo genere di decisioni e magari aspettare ad acquistare se è il caso, poiché le fotocamere presto o tardi diventano obsolete ma un buon obbiettivo è per sempre.

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