Comunicare nell’immensità di Internet



Nello Oceano di Internet è facile perdersi, cioè naufragare o arenarsi nei fatti di gossip, ma si può approdare in tante isole e in queste isole si possono fare tanti incontri e scoperte. Insieme a degli amici abbiamo varato tanti blog e tavoli telematici di discussione , una rivoluzione nel metodo del comunicare.
Questo metodo permette di restituire alla letteratura, all’arte, al pensiero, al confronto, il loro senso originario, la loro sconfinata libertà.

Si guadagna un rapporto finalmente immediato con il mondo delle forme, con il senso delle cose. Fra i tanti blog e tavoli telematici di discussione di reciproco arricchimento, letteratura e altre discipline, facendo un web-learning ci consente di raggiungere ognuno dei miei amici oltre l’anonimo muro di volti che ci fronteggia e ci sollecita nelle nostre istanze, dalle nostre predilezioni, ma è molto di più di un confronto un pò più democratico perchè non si può parlare di Dante o Foscolo senza mettersi in questione e mettere in questione il mondo in cui viviamo, perché commentare Leopardi o Proust significa anche pronunciarsi sui valori, sulle identità, sui destini.

Quindi è possibile, anzi naturale parlare di Ariosto e ci si ritrova a confrontarsi sulle emozioni e sulle riflessioni suscitate da in film visto al cinema, dalla sonorità d’una rock-band, da una performance teatrale o un evento sportivo e può succedere che la discussione si allarga fino a superare i confini dell’attualità, del costume e della politica.

Infatti i suddetti scrittori che non erano sognatori ma intellettuali e uomini di parte incitavano questa responsabilità civile. Inoltre in un paese come il nostro la cui identità nazionale, la cui fisionomia unitaria, oggi messe in discussione da revisionismo e demagogia, furono sognate e coniate da poeti, secoli prima che uomini d’azione le realizzassero. Con questo sistema si è verificato che i blog si sono arricchiti di utenti e di istanze di ogni genere, nuove intelligenze non facenti parte dall’università esibissero i loro talenti, la letteratura ha aggregato fino a proporre modelli di confronto intellettuale e di convivenza anche di amicizia ignoti alle facoltà.

Qualche università ha oscurato nella propria rete i siti del social network come Facebook, Twitter, MySpace e altri, forse giusto intento nel impedire ai dipendenti di distrarsi discutendo con amici e parenti, ma assai discutibile il modo, come per evitare che vadano a prendere il caffè si chiudono tutti i bar e l’esito quello di rompere un canale di comunicazione innovativo e ricchissimo con altre aziende o altre persone.

Nel nostro caso ad esempio comunicare tra noi amici su un argomento, esempio Dante ognuno ha postato appunti e congetture, e le nostre personalissime e spesso ingegnose riflessioni, o su un romanzo di Moravia, quindi perchè togliere tutto questo. Nei social network non si può trovare solo l’amico scomparso da anni ma anche un libro utilissimo, l’idea che ci fa reinterpretare il presente e ci fa reinventare il futuro.

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