Contro il duopolio televisivo: le nuove regole del digitale terrestre



Digitale terrestre e switch-off in Italia

Digitale terrestre e switch-off in Italia

Si preannunciano di grande portata le novità dello switch off analogico, il passaggio alla tv digitale che riguarderà l’intero Paese nei prossimi mesi. Nel settembre 2009 le reti televisive delle province di Torino e Cuneo saranno convertite al digitale. La novità non sarà solo tecnica, ma anche di contenuto e vedrà un allargamento della concorrenza nel campo televisivo: infatti, su sollecitazione dell’Unione Europea, cinque nuove reti saranno messe a disposizione degli attori del mercato attraverso una gara; ciò servirà ad allargare il mercato italiano delle tv e a favorire il pluralismo, dopo il lungo stato di duopolio in cui il nostro Paese si è trovato.

Il passaggio al digitale terrestre è supportato dall’associazione per la promozione della televisione digitale terrestre DGTVi, che riunisce Rai, Mediaset, Telecom Italia Media (La7 e MTV), Dfree e le tv locali di FRT e Aeranti-Corallo. L’associazione è impegnata nella divulgazione e promozione delle innovazioni portate dallo switch off analogico e terrà un grande evento di presentazione delle novità tecniche e di contenuto a Torino in occasione di CineShow, Salone per il cinema, la televisione e il multimedia, dal 18 al 20 settembre, periodo in cui il Piemonte Occidentale passerà al digitale.

Infatti l’importante innovazione porterà con sé novità nei programmi, una maggiore varietà di contenuto, un’evoluzione tecnica che dovrà essere recepita dagli spettatori e un rinnovamento che coinvolgerà il mondo professionale della televisione.

“I successivi atti che adotteremo serviranno a completare quella che mi auguro sia la cornice giuridica di riferimento per il futuro sistema televisivo italiano con una regolamentazione ben diversa dalla connotazione incerta che essa aveva assunto in passato” ha affermato il Presidente dell’Autorità per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, il quale ha accolto la decisione di assegnare cinque reti come “il risultato [che] avvia un percorso di definitiva sistemazione delle radiofrequenze televisive in Italia”.

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  • Io non la chiamerei innovazione visto che è una tecnologia che nasce solo per i non utenti del pc e della rete, tempo 10 anni che muoiono i vecchi spettatori e l’audience calerà parecchio in favore della rete che avrà raggiunto velocità allucinanti, almeno nel resto del mondo, dando servizi mille volte migliori di questa pagliacciata.

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