Cosa sono i dischi SSD e quando conviene utilizzarli



I device di archiviazione in SSD (solid-state drive) prendono sempre più campo nel settore dell’archiviazione di dati non volatili. Questa tecnologia non è affatto nuova ma soltanto nell’ultimo periodo si è arrivato ad un tale rapporto qualità/prezzo che possa soddisfare un settore così diffuso e pieno di concorrenza. Nel 1980 per esempio, un MB di SSD costava migliaia e migliaia di dollari, mentre al giorno d’oggi hanno raggiunto prezzi almeno paragonabili a quelli della loro controparte meccanica, i classici HD a dischi magnetici.

Esaminiamo meglio questi nuovi dispositivi di archiviazione:
le unità a stato solido si basano sulla stessa tecnologia di funzionamento delle memorie flash – non sapete cosa sono? bhè il vostro cellulare ne ha una, quella che vi permette di salvare MP3 e foto sul vostro dispositivo portatile sono piccole memorie NAND, un tipo di memoria flash. Anche negli SSD il tipo di Flash Memory utilizzato con maggior frequenza è quello NAND. Questi non sono altro che migliaia di milioni di microscopici transistor che utilizzano “l’effetto tunnel” per modificare il proprio stato elettronico e quindi messi in ordine permettono l’archiviazione d bit-byte-megabyte e gigabyte di dati ad una velocità assurda per un HD meccanico con tanto di testina e dischi. Allora perchè non utilizzarli subito al posto dei classici hard disk meccanici? C’è qualche aspetto che vota a sfavore per il momento… o meglio uno: il prezzo.

Dicevamo che il rapporto qualità/prezzo si era fatto interessante ma, data l’elevata qualità e velocità dei solid-state drive, si presume che anche il prezzo sia elevato, ed infatti per esempio prendendo come riferimento un SSD di buona qualità come il Samsung 830, uno spazio di 128 Gb lo paghiamo intorno ai 100 euro. che non è ancora conveniente al massimo!

Escluso il fattore economico non tanto positivo per la tecnologia SSD, tutto il resto mostra come questi dispositivi di archiviazione diano dei benefit se parliamo di velocità di accesso e uso della memoria che custodiscono. Con il passare degli anni gli ingegneri a lavoro su questi dispositivi hanno donato loro anche una durata di gran lunga superiore a quella dei classici HD (300’000h per i meccanici e 1’500’000h per i flash) per non parlare della resistenza agli urti (30G per gli HD contro i 1500G per gli SSD) e del minore, anzi assente, rumore udibile e calore emanato dal device.

Un consiglio: se avete da rianimare un vecchio pc, magari non volete ancora buttarlo perchè sembra fare ancora il suo lavoro ma fa rumore al solo accenderlo e ci mette 3 minuti ad avviarsi… comprate un SSD e montatelo (consiglio i Samsung sopra citati, ottimo rapporto qualità prezzo e anche se montano su SATA 3 sono retrocompatibili) noterete una botta di vita per il vostro vecchio pc, certo non fa miracoli ma magari può mantenerlo bello arzillo fino al momento della sua dipartita. Poi l’SSD potete smontarlo ed utilizzarlo altrove, quello resta! anche per via della sua enorme durata e resistenza potete trattarlo quasi come una penna usb!

Quando conviene utilizzare un SSD a scapito di un HD? Qquasi sempre, magari non per il puro storage di file, anche perchè in quel caso la velocità di trasferimento non è una grande variabile da tenere in considerazione. Se avete bisogno di velocità e dinamismo, scegliete gli SSD. Se vi serve spazio per archiviare, restate sugli HD classici, allo stesso prezzo consentono di acquistare il quadruplo-sestuplo dello spazio.

Di marche che producono questi nuovi SSD ce ne sono quanto quelle che producono i vecchi HD, anche perchè sono le stesse! Il settore si sta aggiornando e presto vedremo diminuire sempre di più il numero di unità a dischi magnetici e l’aumentare di quelli allo stato solido. Proprio l’enorme concorrenza generata dalla corsa all’aggiornamento continua a far abbassare i prezzi di questi dispositivi così performanti in modo da favorire ancora di più il rapporto qualità/prezzo.

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