Dante’s Inferno a 60fps: scelta azzeccata?



Il nuovo uscito di casa EA, clone horror del più famoso God of War, caposaldo Sony d’azione e “brutalità“, nel ricalcare quasi tutti gli aspetti tecnici del gioiello dei Santa Monica Studios, si è trovato ad includere anche una caratteristica non sempre amata dagli sviluppatori e dai videogiocatori, cioè il clock fisso a 60 frame al secondo. L’obiettivo non è dei più semplici: ottenere la fluidità necessaria può compromettere sia la qualità delle animazioni sia il dettaglio del gioco stesso, dovendo spingere le console a produrre il doppio dei comuni 30 fps, framerate al quale la maggioranza dei titoli gira sullo schermo.

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Jonathan Knight, produttore esclusivo dello sviluppatore del gioco, Visceral Games, rivela molti dubbi durante la fase di creazione del gioco, principalmente a causa dei pregiudizi sulla scelta nell’ambient videoludico dello studio; difende però la sua scelta, opponendosi all’accusa di una grafica inferiore: “[…]secondo me, non è così semplice come dire che si è sacrificata la grafica in favore del gameplay. Penso invece che tragga beneficio da un framerate più fluido.”
Visivamente, infatti, c’è da convenire con lui: Dante’s Inferno presenta una fluidità in grado di trarre il giocatore nel mezzo dell’azione.
Decisamente una scelta azzeccata quindi, e altro punto a favore per il nuovo titolo tripla A del colosso americano EA.

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