Decifrato il codice di protezione Gsm, tutti a rischio privacy



Durante una conferenza tenutasi lo scorso agosto il ricercatore tedesco Karsten Nohl esperto in sicurezza, voleva dimostrare che la rete Gsm non era molto sicura, e ottenuto l’appoggio di altri 24 collaboratori si è messo subito all’opera per dimostrare l’autenticità di ciò che affermava.

Oggi a pochi mesi dalle ricerche, il ventunenne Karsten Noh, ci rende noto che è riuscito a violare il codice di sicurezza che protegge le telefonate via rete GSM.

In pratica l’algoritmo di cifratura in uso per le reti Gsm l’ A5/1, è stato beffato dal ragazzo che ha quindi dimostrato la poca affidabilità del codice in vigore dal 1988.

Un risultato che permetterebbe di rivelare il codice con il quale telefono e ripetitore cambiano frequenza in continuazione.

In questo modo anche un semplice dispositivo mobile sarebbe in grado di intercettare sia sms che telefonate.

Un metodo trovato dalla collaborazione di 25 hacker e sicuramente illegale, ma purtroppo fattibile e quindi di esortazione a migliorare subito i codici di protezione delle reti Gsm, per non intercorrere in problemi seri il codice venisse scoperto da malintenzionati.

20091229karstennohl

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  • Non a caso esistono da tempo strumenti per cifrare le comunicazioni mobili in modo da evitare di essere intercettati.

    Ci sono standard come ZRTP http://zfoneproject.com implementati da tool sia opensource per PC come Ekiga http://ekiga.org che commerciali per Nokia come PrivateGSM http://privategsm.com .

    C’è da considerare che strumenti di intercettazione oramai sono ampiamenti diffusi e disponibili a costi più che accessibili per qualunque agenzia investigativa sul mercato.

    In ambito aziendale è facile incorrere in intercettazioni abusive senza saperlo neanche.

    Morale, la protezione non dovrebbe essere lasciata “in mano agli operatori di telecomunicazioni” ma “in mano agli utenti” .

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