E’ morto Ivar Lovaas: il padre dell’ABA



Pochi siti ne hanno dato notizia in Italia (è sfuggito addirittura ai seguitissimi Emergenza autismo e Genitori Contro Autismo, nonché addirittura a IPPOCRATES, che si occupa proprio dell’Applied Behavior Analisys, forse a causa della calura estiva, ma lunedì scorso (2 agosto) Ivar Lovaas è morto in un ospedale di Lancaster, USA.

La morte è avvenuta (sembra) a seguito di un episodio di Malasanità che sembra italiano e invece è statunitense, ovvero una infezione sviluppatasi a seguito di una operazione.

Lo scritto di Lovaas “Behavioral Treatment and Normal Educational and Intellectual Functioning in Young Autistic Children” ha dimostrato, per la prima volta, che interventi uno a uno intensivi e precoci possono eliminare, in alcuni casi, i sintomi della malattia, rendendo alcuni bambini indistinguibili dai coetanei.

Molti sono stati gli oppositori di Lovaas, soprattutto quelli di matrice psicodinamica, molto presenti in Francia e in Italia.

L’accusa mossa a Lovaas era quella di sostenere le punizioni (all’inizio della sua carriera anche corporali, si dice). Con il passare del tempo, anche lo stesso Lovaas ha capito che la punizione va utilizzata solo in casi estremi e che il rinforzo (positivo o negativo che sia) è il vero “motore”.
Francesca degli Espinosa, BCABA, una delle analiste comportamentali più importanti in Europa, ha ricordato in uno scritto significativo l’inventore dell’ABA.

P.S. Da qualche anno, al dottor Lovaas era stato diagnosticato il morbo di Alzheimer.

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