Facebook: il “grande fratello” è Farmville, trafugati i dati degli utenti



Il Wall Street Journal, una testata che anche in materia di tecnologia spesso ci indovina e non di poco, ha pubblicato i risultati a dir poco allarmanti di una inchiesta su Facebook e la privacy. Per carità, il social network di Mark Zuckerberg non è nuovo a polemiche in materia di trattamento dei dati personali, ma quanto si evince adesso dalle colonne del WSJ, è davvero preoccupante.

Nel mirino dell’inchiesta sono finite soprattutto le Applicazioni per il social network, vere e proprie “sanguisughe” dai dati personali e molto spesso sensibili degli utenti, con il famigerato game Farmville a fare la voce del padrone. Quest’ultima, insieme a molte altre applicazioni di diverso tipo, sarebbe quindi gestita da 25 società – quante ne ha identificate il WSJ – che si occupano di raccogliere i dati degli utenti per “profilarli” e trattarli in seguito a scopo promo-pubblicitario (leggi alla voce “spam”).

Ogni utente, inoltre, sarebbe univocamente identificabile grazie ad un codice denominato Facebook ID quindi, le società di advertising, una volta studiati gli usi di un singolo utente, possono raggiungerlo sul social network per inviargli in diverso modo le loro proposte pubblicitarie. Tutto questo accade perché gli utenti, spesso ignari di quanto fanno, quando autorizzano una App per poterla utilizzare, non leggono quanto c’è scritto nella finestra di avviso, ovvero che autorizzano la società che gestisce la App a raccogliere proprio i loro dati personali e questi ultimi sono a volte molto importanti, come età, residenza, occupazione, arrivando addirittura alla lista completa di tutti gli amici!

Qualcuno ha anche insinuato che, proprio perché informato di questa inchiesta e dei suoi risultati, lo staff di Facebook avrebbe di recente introdotto nuovi strumenti per gli utenti per regolare la loro policy in materia di dati personali. Ormai però la frittata è fatta e si conta che applicazioni come Farmville, Texas HoldEm, Mafia Wars eccetera, hanno raccolto dati sensibili di oltre 110 milioni di utenti, quanto basta per costruirsi un invidiabile database di preferenze personali da utilizzare a scopi pubblicitari. A questo punto agli utenti non resta che stringere ancora di più la sua privacy su Facebook, oppure non utilizzare più queste applicazioni perditempo, fino a decidere di cancellarsi del tutto dal social network.

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  • coach Z.

    vi consiglio di leggere questo articolo riguardante l’hackeraggio …Occhio alle fattorie potrebbero essere usate dagli hacker x truffarci … http://www.kaspersky.com/it/news?id=296+