Facebook serve a qualcosa, finalmente



Mark Zuckerberg, per una volta, ha avuto una buona idea. Intendiamoci, la creazione di Facebook non si potrà mai definire una cattiva idea da un punto di vista economico, tutt’altro, ma da un punto di vista sociale i danni si vedranno col tempo. Tuttavia è corretto segnalare che utilizzare questo social network al fine di incentivare i trapianti d’organo, è di certo azione meritoria.

Specialmente in Italia dove il numero di potenziali donatori è tristemente esiguo rispetto al grande numero di persone che sono in  attesa di un organo, magari da anni. Ora che è possibile, in molti casi, il trapianto tra donatori viventi, Facebook può davvero fornire un aiuto concreto. La cultura italiana è fortemente permeata da pregiudizi concernenti la donazione degli organi, vista persino da alcuni come un vero e proprio atto di predazione.

Zuckerberg ha sostenuto in una recente intervista che l’idea di usare Facebook come aggregante tra “domanda” ed “offerta” in contesto di donazione organi, gli è stata suggerita dalla dolorosa morte di Steve Jobs, il quale anni fa venne sottoposto a un trapianto di fegato che, se non bastò a salvargli la vita, almeno gliela allungò.

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