Final Fantasy XIII: le impressioni negative dei fan



Final Fantasy XIII, ultimo capitolo dell’infinita saga creata da Squaresoft, è uscito in terra nipponica il 17 Dicembre 2009, per PS3 e per la prima volta su consolle Microsoft, su Xbox360.20091227final-fantasy-xiii-lightning-render

In lavorazione da diversi anni, aveva fatto gridare al miracolo per quanto riguardava lo stile grafico, ma il sistema di combattimento sembrava troppo “alla Devil May Cry”, un’evoluzione di quello già visto nel XII, troppo diverso da quello classico della serie (fino al decimo capitolo) e, specie per i fan puristi della serie, un altro mezzo passo falso, dopo l’esperienza di gioco del 12 (che si è rivelato un mastodontico e, tecnicamente eccelso capitolo, ma vuoto sotto il punto di vista della caratterizzazione dei personaggi e della storia, oltre che per il sistema di battaglie, che riduceva il giocatore ad un semplice spettatore), questo FF doveva essere il gioco della rinascita della Square-Enix.

Uscita qualche tempo fa la DEMO, in cui i lavori sembravano produrre gli effetti desiderati, nonostante nei combattimenti fosse possibile utilizzare solo il protagonista, supportato da altri 2 membri, mossi in automatico dalla CPU o secondo nostre particolari preferenze.

Ma, dopo l’uscita del gioco, i commenti negativi sono saliti a dismisura.

Innanzitutto, il ritorno ad una sorta di Sferografia, simile a quella del decimo capitolo, che ha eliminato il sistema di Level Up, l’assurda scelta di curare completamente il party dopo ogni singolo combattimento e quella di far apparire la schermata di Game Over in caso di morte del protagonista, o alla impossibilità di fuggire dalle battaglie, oltre a delle battaglie, che come si legge su diversi siti, sono eccessivamente brevi, senza strategie alcune e troppo facili rispetto ai predecessori.

Durante i combattimenti, inoltre, non pochi problemi sono sorti dall’interfaccia grafica, spesso confusionaria (elemento che ha impedito al gioco di prendere 40/40 sulla rivista giapponese Famitsu).

Non mancano nemmeno i commenti alla storia del gioco che, secondo molti, non riesce nemmeno lontanamente ad essere magica, evocativa e geniale come i capitolo precedenti al decimo. Altra critica è stata mossa al design dei personaggi, che, nonostante siano graficamente perfetti, rappresentano ancora uno stile troppo orientaleggiante ed anonimo: si è ormai stufi dei volti super-perfetti dei protagonisti. L’unica eccezione sembra essere il personaggio di Sazh.
A tutto ciò si aggiungono le lamentele per una eccessiva linearità della Quest principale, che durerebbe approssimativamente 20 ore di gioco.

Se, con tutti questi commenti negativi (c’è chi dice che FFXIII è un film con un minigioco di GDR) potreste pensare che il gioco sia in effetti una delusione, non allarmatevi: ciò viene detto quasi esclusivamente dai puristi o dagli Hardcore Gamers (i giocatori che non si fermano al semplice concetto di videogame e che amano le sfide di una buona difficoltà) o dai puristi storici della serie. Le recensioni delle riviste del settore, danno d’altro canto voti altissimi (Famitsu gli ha dato un 39/40 ad esempio), osannando il gioco come uno dei migliori mai prodotti.

A chi dare retta quindi? Agli appassionati che l’hanno aspramente criticato o ai recensori ufficiali? A voi la scelta.
Stà di fatto che, però, da qualche anno, la magia che contraddistingueva la serie si è persa…

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