Fu il dominio del cristallo liquido



philips-plasma.jpgIn compagnia dei notebook, sono pochissimi a reggere la crisi che corrode persino l’elettronica di consumo, ieri terra promessa del commercio.

I cellulari in flessione di vendite per la prima volta dal 2001 stanno lì a dimostrarlo. E i video registratori pure, in caduta libera già prima della recessione,un tempo strano in cui può capitare di tutto, persino vedersi sparare un registratore dvd con hard disk a € 150 pur di far cassa.

Ma nel caso di televisori piatti o ultrapiatti no.

Le  tv a cristalli liquidi raggiungono oltre il 90% del mercato domestico, dopo avere cacciato il plasma nell’ambito professionale da cui era uscito.

La qualità superiore non basta più e la notizia che consuma  il triplo di un lcd ed è costituito da parti più inquinanti, sebbene conosciuta da tempo, suona come una condanna per il caso.

Secondo le citazioni giornalistiche, le nuove linee guida sui consumi degli elettrodomestici attese in primavera, il megaschermo pagherebbe pesantemente dazio rischiando addirittura la messa al bando dall’unione europea, come per le lampadine ad incandescenza escluse dal prossimo settembre.

La notizia trova radice comunque in uno studio del governo inglese secondo cui un tv al plasma da 50 pollici in uso  5 h al giorno consuma circa € 300 all’anno.

Allarmi eccessivi?

Si secondo l’Eicta l’associazione dei produttori e distributori di prodotti dell’elettronica di consumo lcd, per la quale è eccessiva un’estromissione del mercato.

Attualmente, però, si stima che a parità di dimensioni il plasma consumi circa 822 kWh,lcd  350 kWh e il vecchio televisore da 32 pollici soltanto 322.

Le grandi case stanno disinvestendo e chi, come Panasonic e Pioneer, rimane interessata al plasma promette di ridurre di un terzo la sua fame di energia. La nuova frontiera ?L’Oled, il dispositivo ad emissione di luce.

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