Genio è precorrere i tempi ma anche saperli modellare



Qualcuno ricorda ancora i personal computer degli anni ’80? Prima una sorta di jungla di dispositivi, ognuno con il proprio sistema di riferimento, ognuno con il proprio  BASIC come linguaggio di programmazione. Giunse nel 1984 come “calcolatore dell’anno” il Sinclair QL, il primo lungimirante personal ad offrire nei suoi microdrives i quattro applicativi fondamentali di allora: Un Database, un foglio di calcolo, un word processor (Quill) e uno di grafica. Un personal uscito sul mercato in un momento non favorevole e durato non più d’un paio d’anni. Gli Apple II avevano conquistato una parte di mercato nonostante la macchinosità del  BASIC. Ogni Scuola aveva il suo approccio alle Scienze dell’Informazione. Qualcuno ricorderà anche il ministero della Pubblica Istruzione di Franca Falcucci, il Piano Nazionale per l’Informatica, l’imposizione del sistema operativo DOS sviluppato dalla Microsoft, le prime macchine dove si caricava con pazienza il DOS da un floppy grande e floscio, presto soppiantato dai floppy da 3.5” di capacità prima doppia (720 Kb)  e infine quadrupla (1.44 Mb).

Il mondo cambiava in quegli anni quando gli uffici postali sostituivano bollettini e registri con una rete di macchine ma si scrivevano spesso ancora Tesi di Laurea con la Olivetti lettera 22 o con altre macchine elettriche. Strano a dirsi il Word processor fu  uno dei software su cui non tutti avrebbero scommesso e invece diventò il programma più usato dai comuni mortali. Ricordiamo, con una certa nostalgia, Wordstar, da caricarsi pazientemente da un Floppy, dopo avere caricato prima il DOS da un altro Floppy, ricordiamo tutti quei CTRL C, CTR B ecc con cui si si riusciva a selezionare con pazienza un periodo o una parte di esso da copiare e incollare nelle righe successive. Ricorderete anche l’unico carattere di “sistema” e la “bravura” per chi scriveva un lavoro del settore Fisico-Matematico diventava evidente nella disinvoltura con cui si usavano i caratteri speciali … ma, ahimè, non c’era la “lambda” e nei lavori di ottica si aggirava la difficoltà usando il “numero d’onda” k che conteneva la lunghezza d’onda “lambda”. Per chi viveva quegli anni tutto ciò sembrava prodigioso ma i limiti dell’immaginazione diventavano vaghi quando dal 386 si passò rapidamente al 486 quindi al Pentium. E tutto ciò fa già parte di quel ventennio che ha cambiato il nostro modo di vivere. Senza accorgercene il gioco di concorrenza tra “Apple” e “Microsoft” ci ha fatto trovare indispensabile ciò che prima non usavamo. Il “mouse”? Sempre alla “Apple” l’idea nuova e sempre a Microsoft la fortuna commerciale di sfruttare l’idea “geniale”. Non più i comandi a tastiera per aprire un programma ed usarlo ma un comando visivo. Sì, le invenzioni di solito arrivano perché è giunto il tempo per realizzarle, spesso le invenzioni come il LASER vengono realizzate da Fisici di Stati diversi, ma la capacità di trasformare il modo stesso di vivere di tre generazioni simultaneamente ha del geniale. Buona parte del merito è di un solo uomo però, un uomo morto in questi giorni il cui nome è Steve Jobs.

Annunci sponsorizzati:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter!
Pinterest