Geocaching, la caccia al tesoro tecnologica



Da bambini vi piaceva giocare alla “caccia al tesoro“? Vi piace l’avventura, la scoperta e la natura? E la tecnologia? Bene, credo di avere ciò che fa per voi.

Il Geocaching è una caccia al tesoro tecnologica che si gioca da più di dieci anni con giocatori di tutto il mondo, ed ognuno di noi può essere sia cacciatore che “cacciato”, contemporaneamente.

Le virgolette sono dovute al fatto che in realtà non saremo noi stessi ad essere cacciati, ma i “cache” che lasceremo in giro.

Funziona così: arrivo in un luogo interessante, magari panoramico o ricco di storia, e penso che ad altre persone quel dato luogo potrebbe interessare. Prendo un contenitore piccino piccino, vi inserisco dentro una piccola matita/penna, un libricino o comunque un fogliettino per le firme, un oggettino che per me ha qualche significato, e lo nascondo bene bene BENE. Fatto tutto ciò, prendo col mio telefonino (o dispositivo gps stand-alone) le coordinate della scatoletta e le pubblico sul sito Geocaching insieme ad una piccola descrizione del luogo e magari qualche aiutino su come trovarla.

Neanche il tempo di tornare a casa, e qualche “cacher” avrà trovato su internet il mio cache e sarà andato alla sua scoperta. Avrà raggiunto il luogo da me segnalato tramite l’aiuto del suo gps, avrà (se abbastanza bravo) trovato la mia scatoletta ben nascosta, la avrà aperta, avrà preso l’oggettino da me lasciato all’interno e ne avrà lasciato uno suo, avrà firmato il piccolo guestbook ed avrà nascosto tutto lì dove l’ha trovato.

In un anno, una scatoletta (cache, tecnicamente) può ricevere centinaia di visite. Pensate che figata tornare un anno dopo in quel posto ed esplorare il guestbook, pieno di firme e dediche di persone da ogni dove, che grazie a noi avranno scoperto ed esplorato un luogo magico che altrimenti non avrebbero mai conosciuto!

Ho scoperto il geocaching da poco, pochissimo (sono andato alla ricerca di due cache vicino casa: uno mi ha richiesto lunghe mezz’ore di camminata per poi non portarmi da nessuna parte, mentre l’altro… TROVATO!!), ma devo dire che è un “mondo” che già mi ha catturato; trovo affascinante che persone (alcune volte decine, centinaia) prima di noi abbiano cercato quelle magiche scatolette, le abbiano aperte con tanta emozione e le abbiano richiuse con la stessa cura con cui furono chiuse la prima volta, per far sì che altri esploratori come loro potessero godere delle emozioni che tutti loro hanno provato.

Devo riconoscere inoltre che ritrovando un cache, si prova veramente una grande emozione, sembra davvero di tornare bambini.

Personalmente nel cache che ho trovato non ho potuto lasciare niente perché… non c’era spazio per niente! Infatti vi era soltanto lo spazio necessario per un foglietto di istruzioni (un foglietto che spiega, a chi “per sbaglio” possa aver trovato il cache, di che si tratta e che invita gentilmente a riporre il cache al suo posto) ed il guestbook, ossia il librettino con all’interno le firme e le dediche (sì, persone da tutto il mondo!!).

L’idea che mi sono fatto del Geocaching è che si tratti di una cosa “turistica”. C’è infatti gente che arrivata in una città straniera, si affida totalmente al geocaching per esplorarla, sicura del fatto che per le cache siano stati scelti i luoghi migliori possibili. Devo dire che non è un’idea così folle, e sicuramente quando andrò da qualche parte che non consoco, potrò pensare di cercarmi un cache per l’occasione.

Consiglio a chiunque di iscriversi al sito e dare un’occhiata: non costa niente ma può essere veramente molto divertente!!

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