Gioco di squadra o meglio soli che male accompagnati?



PosizionamentoPremesso che sono profondamente convinta che NESSUN PROGETTO possa essere condotto a buon compimento SENZA la cooperazione del gioco di squadra (e questo vale dal singolo webmaster che gestisce un sito personale, la cui squadra e’ rappresentata dal servizio di assistenza e manutenzione del provider, alla messa in orbita di un satellite per Nettuno!),  piu’ che al detto “meglio soli che male accompagnati”, nell’affrontare lo sviluppo di un progetto ci si trova spesso nelle condizioni di dover fare appello al detto “chi fa da se’ fa per tre”.

Ma quando questo avviene, bisogna seriamente interrogarsi su QUALE SIA la causa di questa DISEQUILIBRATA DISTRIBUZIONE DEI CARICHI DI LAVORO. Le casistiche piu’ comuni sono:

– l’incapacita’ di SCEGLIERE le figure professionali e le competenze adeguate alle necessita’ del progetto

– l’incapacita’di GESTIRE adeguatamente le risorse assegnate al progetto

– l’incapacita’ di MOTIVARE adeguatamente le risorse assegnate al progetto

Per ciascuna di queste problematiche e’ possibile avviare degli specifici progetti formativi e comunicativi, in grado, nella maggior parte dei casi, di contenere il problema e di recuperare, in tempo utile, la necessaria operativita’.

Il punto e’ che tali tipologie di problematiche sono fin troppo ben note all’interno dello sviluppo dei processi aziendali, ma la tendenza delle aziende italiane, purtroppo, e’ quella di intervenire A POSTERIORI nel manifestarsi di queste problematiche, e raramente di avviare dei programmi di formazione che A PRIORI aiutino a evitare la creazione del momento di crisi.

Le motivazioni di tali scelte sono, anche in questo caso, fra le piu’ varie, che spaziano dalla semplice incredulita’ [nella MIA ditta QUESTO non succedera’ MAI!] all’insinuante e subdolo pensiero che un investimento preventivo su un valore “immateriale” come la formazione ed il marketing rappresentino piu’ una spesa che un investimento, ed in quanto spesa, rimandabile fino al momento in cui questa si renda indispensabile.

Se ancora ancora una simile politica aziendale poteva avere una sua giustificazione fino ad una decina di anni fa, con l’avvento del Web prima, e con la massiccia interazione e trasformazione che questo strumento ha portato a livello comunicativo poi, e’ assolutamente impensabile e sopratutto ALTAMENTE CONTROPRODUCENTE per l’azienda stessa continuare ad ignorare la presenza di queste potenti forze sociali.

Il primo passo e’ stato compiuto dagli utenti, che con l’avvento del cosiddetto Web 2.0 hanno iniziato ad interagire, conoscere, comprendere e finanche manipolare lo strumento web, dimostrandone ampiamente le funzionalita’ e le potenzialita’.

E’ ora necessario che anche le aziende italiane si avviino parimenti verso una trasformazione in “Imprese 2.0”, cioe’ verso una logica di approcci gestionali e tecnologici orientati all’abilitazione di nuovi modelli organizzativi, che siano quindi basati sul coinvolgimento diffuso, sulla collaborazione collettiva, sulla condivisione della conoscenza nello sviluppo e nella valorizzazione delle reti sociali interne ed esterne all’azienda stessa.

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  • Flavio

    Meritocrazia e’ la parola chiave.
    Sapere incentivare e premiare quanti investono in tempo ed impegno nel proprio lavoro e viceversa escludere quanti invece vivono esclusivamente del concetto di “posto sicuro”, vegetando e non contribuendo alle attivita’ e’ probabilmente la direzione giusta da seguire per sviluppare il Gioco di squadra.

  • Tobias

    Mi trovo pienamente d’accordo con Flavio. Ovviamente nel caso di chi non si impegna, la prima cosa da fare è capirne le motivazioni, e magari risolvere il o i problemi…

  • Anna

    ciao condivido cara amica con Flavio..qui se si pensa acora al posto sicuro..be” andremo sempre piu’ incontro a disoccupati…bisogna pensare ed agire diversamente..vedi io..mi sono rimessa in gioco..sono con un lavoro precario..a volte mi riesce difficile arrivare anche alla fine del mese..ma non perdo le speranze perche’ mi impegno sempre in altre attivita’ online..un po’ qui un po’ la’, riesco a guadagnare qualcosa in piu’..quindi il mio motto e: NON MOLLARE MAIIII E DICO MAIIII

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