Google e il mercato cinese



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Risale a pochi giorni fa la notizia delle dimissioni di Kai-fu Lee, capo di Google Cina, che di recente si era trovato a fronteggiare un’aspra polemica con il governo cinese a causa delle forti restrizioni che quest’ultimo a preteso venissero applicate al noto motore di ricerca perchè il motore di ricerca venisse accettato.In opposizione con la decisione presa da Yahoo! , che offre sul mercato cinese un pacchetto completo di servizi , pacchetto che viene poi sottoposto a censura da parte del governo stesso – tristemente memorabile il caso di Shi Tao, giornalista cinese arrestato grazie alla collaborazione di Yahoo! che ne rivelò l’identità alle autorità cinesi- Google ha deciso di offrire un pacchetto con delle funzionalità ridotte.

Gli utenti cinesi non possono usufruire del servizio di e-mail offerto da Google, non possono scaricare contenuti audio e video, accedere a blog e ai forum, non è accessibile il servizio di completamento automatico nelle ricerche.

Questi compromessi, che appaiono come eccessivamente restrittivi, in realtà permettono di fornire più velocemente le notizie-perché non vengono ulteriormente filtrate e sono inoltre un compromesso accettabile per la società che ha così potuto conquistare la parte del mercato dei motori di ricerca lasciata libera da Baidu (che attualmente copre l’80% degli utenti).

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