Google e la privacy, i segreti



Il successo di Google è dovuto a molti fattori, tra cui non si può negare l’inventiva, l’innovazione, le idee. Ma c’è un aspetto che la pone in un posto privilegiato tra tutti i servizi online. La conoscenza dei suoi utenti.

privacy

Google utilizza strumenti precisi, senza invadere troppo la nostra sfera privata, ma riuscendo a carpire tantissime informazioni su tutto quello che la nostra vita digitale ci porta a compiere.

Adsense ha rivoluzionato questa idea per arrivare a proporci i prodotti migliori in base ai contenuti del sito dove vengono ospitati, all’argomento trattato in quel momento, agli utenti che vi accedono, e persino a cosa pensano, questi utenti.

Ma vediamo come fa Google a sapere sempre tutto di noi. Negli anni, si è diramata in varie funzioni e strumenti che, a onor del vero, spesso sono tra i migliori nel loro genere. Basti sapere, però, che noi utilizziamo un account per utilizzare molte cose, pensiamo a Adsense, Adwords, Gmail, Chrome, e le ricerche stesse effettuate con Google (in Italia si avvicinano al 90% del totale..).

La genialità è nel sottoporre questi account a una diagnosi, effettuata non da persone in carne e ossa, ma da strumenti automatici e sempre più intelligenti. Siamo legati alle nostre ricerche effettuate nel motore, alla pubblicità che clicchiamo, ai siti che visitiamo e a come interveniamo nei forum o nei commenti. Dalle nostre email su Gmail, si può trovare se parliamo di un prodotto che magari è associato ad Adsense, e quindi ci potrà venire offerto se ce ne sono le condizioni, ma addirittura questi strumenti automatici possono “capire” se ci riferivamo a tale prodotto con sentimenti positivi o negativi, senza propriamente leggere il testo ma con un’analisi semantica e estrazione automatica delle parole chiave.

Sono strumenti e bot da fantascienza, ma funzionano così. E funzionano bene. La linea della privacy si è assottigliata, ma è una conseguenza dell’era digitale, e Google ne fa solo e semplicemente parte.

Negli annunci sopra, c’era qualcosa a cui stavate pensando ieri? No? Magari vi siete dimenticati.. :)

Commentate le vostre idee sull’argomento, siete disposti a rinunciare a parte della privacy (a mio parere, anzichè violazione della privacy, va chiamata “analisi contestuale dei comportamenti”) per avere dei servizi?

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