Google saluta Time Warner… ciAOL!



Google bye Aol Time Warner

Google, il colosso di Menlo Park, scarica AOL, il ciclopico service provider americano, a Time Warner, il titano delle corporation!

Quando alcuni decenni fa, ad Hollywood, impazzavano i film di ambientazione mitologica, gli scontri fra titani erano all’ordine del giorno. Ebbene, oggi non c’è più bisogno delle scenografie. Esseri immuni dai mali dei comuni mortali, si legano, scambiano accordi, litigano o decidono la propria sorte. A volte, senza saperlo, decidono anche il destino di qualcun altro. Ed altre volte ancora, lo fanno consapevolemnte, consci della propria forza divina, e delle proprie infinite possibilità.

Ma sappiamo bene quanto le divinità greche fossero tra loro simili agli uomini, e quanto spesso sorgevano fra loro discordie. Google scarica Aol. Lo aveva pagato un miliardo di dollari solo quattro anni fa… cosa vuoi che siano per un Dio? Google dice che non è abbastanza aureo per la sua googolandia. E così cede il suo 5% a Time Warner, il Titano della CNN, che non ha avuto molta fortuna da quando ha acquisito l’America on line! Vi ricordate la perdita che nel 2002 eclissò tutta l’America per poi risorgere come una fenice poco dopo? Era un passivo di soli 92 miliardi di dollari. Nessun Dio aveva mai perso tanto! Ma Time Warner, per fortuna, ha mani anche nel campo del cinema, dell’editoria e delle telecomunicazioni, ha digerito la botta, licenziato un pò di gente a “Case”, ed è ripartita da capo.

Google aveva dato fiducia alla rinascita di Aol, e forse la sua partecipazione azionaria aveva dato fiducia ad Aol stessa… ma l’ultima decisione presa dal colosso dalle mille “O”, non lascia sperare un gran ché bene. In quei film mitologici, quando gli Dei non riuscivano a risolvere le situazioni, essi affidavano un grande compito ad un uomo valoroso, un eroe, del quale i cantori avrebbero narrato le gesta. Time Warner nel 2003 ha scelto Richard Parsons, ma anche il suo lavoro comincia a vacillare…

Repubblica ci dà qualche dato in più:

“I ricavi scendono dell’8,8% a 6,81 miliardi dai 7,47 miliardi dell’anno precedente. Il gigante dei media di New York ha confermato le previsioni per i prossimi mesi.”

Insomma, l’AureOLa di Time Warner comincia a non stare più in aria da sola ed è il titano stesso a perdere colpi.

Noi che abbiamo letto le loro storie lo sappiamo bene, lo sappiamo che anche i giganti, i titani, gli immortali, anche loro in realtà possono morire, non di vecchiaia, ma di lotta, di frenetico vivere, di guerre e battaglie suonate a colpi di numeri, a colpi di zeri, che provocano ferite molto più profonde e incurabili di quelle cui siamo abituati…

Noi lo sappiamo, li abbiamo visti perire a terra e svanire nel nulla dei loro stessi numeri. Ma loro no. La prospettiva di un Deus è quella di una ragionevole inconsapevolezza. Questo è il motivo per cui non si arrendono mai, sono irrazionali, spavaldi alle volte, e chissà, forse è proprio questo a renderli immortali ai nostri occhi. Poi un giorno svaniscono, e il giorno dopo diverranno parole sulla bocca della gente… “te l’avevo detto io…”, “io lo sapevo già che andava a finire così”… parole scritte sulle pagine dei giornali, sulle pagine dei blog, su queste pagine, che accompagnano inutilmente la loro triste fine. Anche queste, dopotutto, sono notizie…

Annunci sponsorizzati:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter!
  • hahahaha
    bell’articolo!

Pinterest