Guadagnare con il Web – parte 1: Le politiche “Pay per…”



Con questo articolo andremo ad iniziare un percorso che ci permetterà di scoprire quelli che sono gli strumenti e le opportunità di guadagno che il Web ci mette costantemente a disposizione. Chiariamo però subito una cosa: fra queste pagine non troverete Sacri Graal, formule per l’eterna giovinezza o ricchezza a palate; Non vi prometto cioè che i miei articoli vi trasformeranno nei nuovi Zuckerberg nostrani. Il mio obiettivo, al contrario, sarà quello di cercare di indicare quella che è la via più corretta per far fruttare ciò che questo infinito oceano chiamato “Web” ci mette continuamente a disposizione. Mediante consigli, dritte e tecniche varie potrete infatti ottimizzare e promuovere il vostro sito/blog, farlo emergere dalla massa e – perché no – dare il via ad un nuovo ed importante business.
Prima però di iniziare a parlare in maniera un po’ più approfondita di programmi di affiliazione, pubblicità e politiche di guadagno, vediamo di introdurre alcuni concetti (con relative sigle) molto importanti e che ritroveremo molto spesso in questo settore.
Iniziamo con le più importanti politiche utilizzate dai maggiori programmi di affiliazione, fondamentali qualora volessimo iniziare a guadagnare grazie al nostro sito/blog:

Pay per Click (PPC): probabilmente la modalità più conosciuta e diffusa. In questo caso, come appunto dice il nome, il pagamento avviene in base ai click effettuati su link e banner pubblicitari. Il circuito AdWords/AdSense di Google, ad esempio, si basa proprio su questa politica: un inserzionista pubblica dei propri link o banner pubblicitari e paga in base ai click ricevuti.

Pay per Lead (PPL): modalità sicuramente più complessa (da attuare) rispetto al PPC visto precedentemente. In questo caso, infatti, non è sufficiente il solo click per concludere una transazione, bensì sarà fondamentale un’operazione di iscrizione/registrazione al servizio/portale cliccato.

Pay per Sale (PPS): molto simile alla tipologia PPL con l’unica differenza che, in questo caso, il compenso sarà legato alla vendita di un prodotto o di un servizio (gli e-commerce, ad esempio, sono tra i maggiori protagonisti e fruitori di una simile politica).

Pay per Impression (PPI): rispetto ai casi precedenti, che possono essere tutti considerati dei “Pay per Action” (ovvero “Pagare per un determinato tipo di azione”), questa politica non necessita di alcun genere di click, iscrizione o vendita. Come appunto dice il nome, alla base di tutto vi è il numero delle cosiddette “impressioni”, ovvero quante volte un banner pubblicitario viene mostrato e visualizzato nelle pagine di un sito/blog. Normalmente il compenso in questo caso è dell’ordine di pochi centesimi per migliaio di impressioni.

Nella prossima puntata parleremo di un altro tipo di strumenti di guadagno, ovvero i servizi “Paid to…” (“Pagati per…”).

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  • nik84

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