Guida al Jailbreak di iOS 6.1.3



Uno dei pregi del Os di Cupertino consiste nella sua grande stabilità ottenuta però grazie al presidio della Apple su ogni aspetto del suo firmware: dalle applicazioni che possono essere installate alle funzioni che possono essere implementate senza dimenticare anche un ferreo controllo su qualsiasi eventuale personalizzazione grafica del nostro iDevice.

Per ovviare a queste restrizioni, l’unico modo è quello di “liberare” il device con un jailbreack in quella che si configura come una continua lotta tra i programmatori della Apple e quelli delle hacker house più rinomate.
Nelle ultime ore, a tal proposito, è stata resa disponibile la procedura targata “Sn0wbreeze 2.9.14” per operare il jailbreack tethered (in caso di riavvio del device le modifiche vengono perse) sui dispositivi animati da iOS 6.1.3.

La prassi, valida solo per Windows, supporta esclusivamente i device pre A5 (iPhone 4, 3GS, iPod Touch 4G etc) a causa di un mancato exploit “di ballo livello” nella DFU e va preceduta da alcuni passi preliminari.

Innanzitutto occorre tenere presente che un computer animato da Windows 8 deve essere implementato dal “.NET Framework 3.5” che può essere scaricato dal portale della Microsoft. Venendo all’iDevice, invece, il primo passo da seguire consiste nello scaricare la suite “Sn0wbreeze 2.9.14”, dall’apposita pagina di “github.com”, e nel depositarla sul desktop del proprio pc: qui potremo scompattarla in una cartella ad hoc.
Successivamente si potrà procedere a prelevare il firmware dell’iOS 6.1.3 relativo al nostro device nel link messo a disposizione a “ispazio.net”. L’ultimo passo da seguire prevede il collegamento del pc e dell’iDevice tramite un cavo usb a 30 pin.

A questo punto possiamo iniziare. Sul desktop del pc, avviamo “Sn0wbreeze” come amministratore e, nella sua schermata, clicchiamo sull’icona della freccia blu per fare “Next”: il programma ci chiederà (“Browse for IPSW”) di individuare il firmware iOS 6.1.3 laddove lo avevamo depositato. Avvenuto il riconoscimento di quest’ultimo grazie ad un messaggio di conferma (i “credits”), possiamo procedere nuovamente ad un “Next”. “Sn0wbreeze”, in questa circostanza, ci visualizzerà una schermata nella quale verranno elencate diverse modalità operative: tra le varie opzioni scegliamo “Simple mode” (la “Preservation Mode” si occupa solo della baseband) e confermiamo con uno “Yes” la creazione del firmware (“IPSW”) modificato. Potrebbero volerci diversi minuti che potremmo impiegare con una partita a “Packman” come suggerito simpaticamente dal tool in oggetto. Terminata questa fase, potremo confermare con “Ok” l’avvenuta creazione ed il deposito sul desktop del firmware modificato.

Sn0wbreeze“, in questo momento della procedura, ci chiederà di impostare l’iDevice (sempre collegato al pc) in “DFU Pwned” (una particolare modalità di ripristino che non carica né l’iBoot né l’Os) e ci guiderà a monitor nel mettere in atto questo step che potrebbe non riuscire al primo colpo e che, solitamente, viene denotato dal colore nero sul monitor dell’iDevice.

Ottenuta la modalità “DFU Pwned“, avviamo l’applicativo “iTunes” che procederà a riconoscere il nostro device in modalità ripristino: nella sua schermata principale, scegliamo il nostro device nell’elenco a sinistra e clicchiamo su “Ripristina” avendo ben cura di tenere premuto “Shift” sulla tastiera. In questo modo si aprirà una finestra che ci proporrà di ricercare il firmware testé moddato nella posizione in cui “Sn0wbreeze” lo aveva collocato in precedenza: la procedura di ripristino, via “iTunes”, richiederà un po’ di tempo e verrà evidenziata – sul device – dall’icona “snowflake” e dal progresso di un’apposita barra con funzione di clessidra.

Il nostro device si riavvierà e richiederà una configurazione iniziale prima di mostrarci, nella seconda schermata della sua “HomeScreen”, l’applicativo Cydia. Per usare quest’ultimo, però, dovremo procedere ad un riavvio “tethered” (da attuare anche ad ogni reboot di sistema): clicchiamo sull’applicativo “iBooty”, scegliamo il nostro device dall’elenco a discesa e procediamo con “Start” per, poi, mettere nuovamente il device in “DFU”. Terminata anche questa fase, il device si riavvierà in modalità “tethered” e potremo finalmente utilizzare lo store di Saurik implementato con le ultime migliorie.

 

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