I rischi della liberalizzazione dei nomi di dominio



L’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) è l’azienda che si occupa di gestire la registrazione dei domini in rete e di accreditare i registrar, ovvero le imprese che forniscono opzioni di registrazione dei domini (a pagamento).

Recentemente l’ICANN ha deciso di liberalizzare la registrazione dei nomi di dominio, cioè di rompere i vincoli che, attualmente, obbligano gli utenti e le aziende a registrare nomi con determinati suffissi (.com, .org, i domini nazionali, i domini settoriali .gov e .edu per enti governativi e scolastici, i domini .xxx, disponibili a breve per siti riservati a pubblico adulto). Sarà quindi possibile registrare nomi di dominio con il suffisso corrispondente al marchio della propria azienda: ad esempio, nel caso della IBM, sarà possibile per tale azienda registrare i domini nomedominio.ibm. Anche Canon ha richiesto un’estensione: .canon.

La liberalizzazione dei domini lancerà alle aziende nuove opportunità e nuovi rischi, poiché oltre alla semplice scelta di un nome di dominio si aggiunge anche la scelta di una eventuale estensione propria.

La liberalizzazione dei domini, inoltre, può cambiare quelli che per molti utenti sono oramai gli standard del web: dal semplice concetto di dominio X con una estensione .it, .com, .org, .gov, .edu, … dovranno adeguarsi al concetto di dominio X ed estensione Y, dove Y può essere sia un’estensione nota come quelle citate in precedenza, sia un’estensione del tutto nuova, magari legata al marchio di un’azienda o al nome di una città o di un paese.

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