I torrent criptati



Seguiti da alcuni fornitori di accesso a Internet americani, australiani e belgi, i due principali provider canadesi hanno integrato nelle loro strutture un dispositivo che mira a individuare gli abbonati che usano il protocollo torrent. Una volta identificati, questi ultimi vedranno la loro possibilità di caricamento sensibilmente limitata.

Il fantasma provider consiste nel limitare l’attività di una tecnologia che assorbe molta banda passante. Nell’ipotesi che questa pratica possa diffondersi,3 dei principali client torrent hanno deciso di criptare gli scambi. Azureus e uTorrent si sono accordate per usare un protocollo comune : il Protocol Encryption.Anche BitComet ha dichiarato di voler seguire il loro esempio. Lo scopo è quello di criptare, quando possibile, i pacchetti che transitano in condivisione. Se scegliamo l’opzione Enable, i pacchetti inviati vengono criptati.

Se l’altro utente non ha quest’opzione lo scambio viene comunque non in chiaro. Con l’opzione forza, invece, se il client del destinatario non è compatibile con questo protocollo non viene trasferito. Si opera quindi all’ìnterno di una rete di scambi  criptata al 100%. Con quest’ultima soluzione si possono sfruttare meno fonti, ma migliora il fattore anonimato. Il fornitore di accesso a Internet non può infatti identificare  quali pacchetti vengono scambiati usando il protocollo P2P.

Il client storico BitTorrent non si unirà ai tre.Il fondatore Bram Cohen denuncia infatti l’incompatibilità tra i client torrent con questo protocollo e gli altri. Secondo lui questo metodo non reggerà a lungo e i fornitori che limitano l’attività non sono molti. Ritiene inoltre che la criptazione occupi troppe risorse di sistema.

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