I truffatori scoprono Wikileaks



L’arte della truffa è sopraffina e, si sa, non conosce scrupoli e coglie le occasioni. L’arte della truffa si adegua ai tempi moderni e non si lascia certo sfuggire le grandi occasioni offerte dal mondo  della Rete. Il clamore e la fama nati attorno al fenomeno Wikileaks ed al suo fondatore Julian Assange hanno ispirato qualche delinquente che ha pensato bene di sfruttare il tutto a proprio vantaggio.

Funziona così: partendo dal presupposto che siano davvero tanti quelli che una sbirciatina al “famigerato” sito giustiziere la devono aver data per forza, ci si butta nel mucchio e si preannuncia una multa molto salata al malcapitato internauta, da 25.000 a 250.000 dollari. Il bello è che l’avviso, in cui si afferma che è stato acquisito l’indirizzo IP della vittima, giunge telefonicamente, non  via email, cosa che disorienta parecchio ed induce a credere che sia tutto vero e che sia illegale visitare Wikileaks.

Ovviamente durante la telefonata vengono dati gli estremi per effettuare subito un pagamento di modesta entità, per evitare il pagamento della multa vera e propria. Diffusa in America, la truffa non sembra aver valicato l’oceano, almeno per ora.

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