IBM e il DNA: nuova frontiera dei microchip.



Uno degli scopi principali di IBM è quello ovviamente di raggiungere maggiore performance e efficienza energetica nei suoi microchip. Gli scienziati dell’IBM in collaborazione con il California Institute of Technology stanno lavorando a un modo per implementare molecole di DNA nello sviluppo di microcircuiti.
Il DNA può essere usato in diverse forme e fungere da sorta di impalcatura dove milioni di nano tubi, frutto delle più avanzate tecniche di nano-tecnologia, possono essere depositati e lasciati ad auto assemblarsi in determinate forme. Gli scienziati dell’IBM affermano che questo processo può essere utilizzato per migliorare il rendimento, la velocità e l’efficienza energetica dei microchip la cui grandezza potrà arrivare a raggiungere i 22 nanometri o anche meno. Inoltre questi microchip di prossima generazione potrebbero addirittura risultare più economici degli attuali.

Certo quando la tecnologia arriva a un livello tale da rendere difficile ulteriori miglioramenti, si deve essere in grado di trovare strade alternative e più creative per permettere ulteriori evoluzioni tecnologiche. Ed è quello che stanno facendo all’IBM, ricercando nuovi processi di produzione attraverso strade fino ad ora quasi inesplorate.

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Un passo in avanti verso la progettazione di computer a base organica?

 

(fonte : eweek.com)

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