Il 14 luglio il primo sciopero italiano dei Blog



Lo sciopero si potrebbe definire “bianco” ovvero come dicono gli organizzatori “rumoroso”.

L’obbiettivo è contestare il “Decreto Alfano”, quello famoso per le intercettazioni, che in una norma prevede un “obbligo di rettifica” da parte di qualsiasi gestore di un sito informatico (blog, sito web, Facebook, Twitter, ecc.) entro un massimo di due giorni.

Questo vuol dire che se, sul vostro profilo Twitter, scrivete che la ragazza con cui avete flirtato la sera prima era una racchia e lei si accorge del vostro tweet, la stessa ragazza può imporvi una rettifica via tweet entro un massimo di due giorni.

Filerebbe tutto liscio o quasi se non fosse magari per il fatto che nel frattempo ti sei concesso una bella vacanza al mare e non tornerai prima di due settimane.

Al tuo ritorno a casa, non solo troverai l’obbligo di rettifica ma anche una multa che va da 8mila euro a 13mila euro.

Fino ad ora, l’obbligo di rettifica era attivo solo per testate giornalistiche registrate (periodici, televisioni, quotidiani, ecc.) che hanno alle spalle dei grandi e solidi gruppi editoriali.

Ma cosa succederebbe se a tutti i blogger venisse esteso un obbligo burocratico come questo?

– Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E’ un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: “Non vogliamo farci imbavagliare”. – scrivono Alessandro Gilioli, Guido Scroza e Enzo di Frenna sul loro blog.

Se anche voi volete partecipare all’iniziativa, potete scaricare il logo da inserire nel blog da questo link:

LOGO.jpg

Il 14 scrivete un post con le ragioni della partecipazione allo sciopero e inserite nel post l’immagine.

E’ possibile anche firmare una petizione che ha ormai raggiunto 2.500 firme.

Se volete vedere le ragioni di uno dei sostenitori dell’iniziativa, ecco il video di Guido Scorza:

VIDEO

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