Il brevetto di Google sui dati storici



Google, il motore di ricerca più famoso ed usato dai navigatori, risulta essere quello che, più di altri, fa della qualità dei risultati il suo vero punto di forza: perseguire la soddisfazione dell’utente con la rilevanza dei risultati forniti a seguito di una certa ricerca, è sempre stato uno dei punti strategici ed imprescindibili nello sviluppo degli algoritmi del motore di ricerca di Mountain View. Il progetto Google nasceva 10 anni fa in ambito accademico come BackRub, un sistema per l’ordinamento dei documenti tramite l’analisi della quantità e della qualità dei link: così come in ambito accademico una pubblicazione diventa importante e acquisice visibilità quando comincia ad essere citata da altre pubblicazioni, così un documento diventa tanto più importante quanti più link riceve da altri documenti, specialmente se questi sono a loro volta importanti.

Su questo semplice concetto si basava il nuovo sistema di ordinamento per la ricerca dei documenti proposto da Google.

E’ passato molto tempo e Google ormai è diventato il gigante che tutti noi conosciamo: diversi sono gli algoritmi che sono stati implementati in questi anni da Google per migliorare la qualità dei risultati delle ricerche effettuate sul motore e la soddisfazione dell’utente.

Oltre al PageRank, l’algoritmo usato come base da Google per l’ordinamento dei documenti, ne vengono sicuramente impiegati molti altri, fra i quali, per esempio, il TrustRank, nato per combattere lo spam, oppure Hilltop che ordina le ricerche in base ai documenti “esperti” presenti nel web. Molti altri sistemi, filtri antispam ed antiduplicazione vengono applicati costantemente da Google nei suoi calcoli quotidiani e probabilmente anche l’algoritmo per il reperimento delle informazioni basato su Dati Storici è già in funzione per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca.

Il 31 marzo 2005 Google brevetta, infatti, presso la U.S patent & Trademark Office, una serie di algoritmi per il recupero e l’analisi di informazioni basandosi su dati di tipo storico intitolato “Information retrieval based on historical data” (Reperimento di informazioni basato su dati storici): è il Brevetto di Google sui Dati Storici. Diverse funzioni per il recupero di informazioni utili per l’affinazione del valore di un documento e quindi per la modifica dei risultati restituiti dal motore a seguito di una determinata ricerca.

Alcuni criteri come l’aggiornamento o il cambiamento dei contenuti di un documento o di un link, le analisi delle ricerche effettuate sul motore e lo studio delle preferenze dell’utente tra i risultati proposti, il traffico a cui è soggetto un documento in una finestra di tempo, i diversi pesi dei link, l’anzianità di un documento sono tutti criteri che potrebbero essere già in funzione su Google e andare a correggere il valore di un documento per una certa ricerca e modificare quindi il posizionamento del documento tra i risultati.

Le traduzioni in italiano del brevetto sui Dati Storici sono state realizzate da Posizionamento Web e Motori e Ricerca, gratuitamente ridistribuibili secondo licenza Creative Commons DEED.

Concetti come ritmo di crescita, trend di sviluppo e picchi di traffico, freschezza è anzianità, sono concetti di vitale importanza per la corretta comprensione di tutte le possibili modifiche che porterebbe l’utilizzo dell’algoritmo sui Dati Storici da parte di Google come fattore correttivo del valore o del posizionamento dei siti internet tra i risultati delle ricerche

A cura di :

Stefano Becheroni di Posizionamento Web

Francesco Iamurri di Motori e Ricerca

“Tutti i testi e i contenuti originali del documento sono di proprietà dei rispettivi autori. Il presente documento è pubblicato secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons , qui riassunta , per facilitarne la diffusione. Stefano Becheroni e Francesco Iamurri non si assumono alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui si fosse incorso nella loro riproduzione sul sito.”

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