Il dramma dei minatori cileni sfruttato per rubare sui conti bancari



La Panda Software, nota casa produttrice di antivirus, ha scoperto qualche giorno fa un metodo utilizzato dagli hacker informatici per intercettare password e dati sui depositi dei clienti di alcuni istituti di credito.
Se lo schema di truffa risulta essere tra i più diffusi, è ancor più fastidioso l’evento utilizzato dai pirati informatici per trarre in inganno i malcapitati correntisti.

Sull’onda del successo dei social network, e della condivisione di materiale video, i malintenzionati hanno infatti provveduto ad inserire sul celebre YouTube un video clip, relativo appunto ai tentativi di salvataggio dei 33 minatori cileni, dal 5 agosto intrappolati in una miniera.
Il video non ha però alcun intento benefico o informativo, mentre è solo un modo per attirare visitatori.

Mentre l’internauta visiona il filmato, il malware comincia infatti a lavorare, installando le sue componenti sul pc da infettare.
Si ha notizia della diffusione di questo trojan anche via email, sempre attraverso la notizia di questo avvenimento in Cile.
Mentre gli hacker portano avanti queste malefatte, i protagonisti di questa vicenda sono al momento ancora sottoterra, mentre si susseguono i tentativi per recuperarli vivi.

L’ultimo esperimento, chiamato “Piano B”, non è purtroppo andato a buon fine, a quanto risulta finora.
Tornando invece al lato informatico della vicenda, il funzionamento del software malevolo è il seguente: viene aperta una nuova finestra del browser, dove si vedrà una pagina contraffatta, simile a quella originale della propria banca.
Ma al momento dell’immissione dei dati per l’accesso, il malware li intercetterà, e li invierà via mail al proprio autore.

Poi si verrà reindirizzati alla pagina autentica dell’istituto bancario.
Il nome preciso della minaccia informatica in questione è Banbra.GUC, e per il momento sembra riguardare solamente alcune banche del Brasile, tra cui sembrano essere interessate il Banco Santander, ed il Banco do Brsil, secondo quanto riportato da Panda Security.

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