Il Fisco vs WWW (2° parte)



La legge, denominata nel www “antiblog“, fortunantamente ancora legge non è.

Quindi non bisogna allarmarsi eccessivamente oggi, ma iniziare ad informarsi meglio e prendere le dovute precauzioni.

Volevo aggiungere un inciso: noi italiani, purtroppo, non siamo molto bravi in fase di programmazione e precauzioni, tendiamo spesso a rattoppare i problemi dopo che si sono presentati e non cercare di prevenirli.

Come dicevo prima, la legge ha appena iniziato l’iter parlamentare infatti dal 6 novembre u.s. è ad esame della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, già stanno apportando qualche modifica, anche se di poco conto.

Volevo porre l’attenzione oggi sulla parte della proposta di legge in esame che parla di “intermediazione pubblicitaria”.

A prima lettura, sembrerebbe una casistica molto lontana da noi!

Così non è. Quanti di noi, in blog e siti, hanno  banner pubblicitari ed i famosi Adsense di Google?

Penso la maggior parte.

Un’interpretazione, forse troppo restrittiva penso, della norma accomuna queste forme di pubblicità “continuativa”  all’attività di impresa quindi con i vari obblighi fiscali e l’iscrizione al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione).

Mio Parere: vi spiego perchè ho inserto “continuativa” tra virgolette.

 

L’apposizione di banner e l’utilizzo degli Adsense, sempre secondo un parere personale, è tutt’altro che pubblicità continuativa.

 

Vi chiederete perchè? E’ sempre li sul sito/blog “continuamente”!!!

Al fine che venga assimilata all’attività d’impresa ci deve essere anche la remunerazione.

 

Quanti si avventurano nell’apposizione di banner e qual’altra forma si voglia utilizzare, senza cavarne un centesimo?

Mica si può assimilare il web ad un cartellone pubblicitario stradale il quale ottiene una remunerazione per i giorni di permanenza e non per eventuali click o affiliazioni!!!

Ausico che il legislatore si cali un po’ più a fondo nel WWW e che ci siamo delle circolari dell’Agenzia delle Entrate che spiegino e regolamentino più puntigliosamente l’argomentazione.

Mi impegno a seguirla passo passo, aggiornandovi sugli sviluppi, dato il diretto interesse.

Ricordo infine, anche per il forte interesse pubblico, che il decreto varato dal Governo Prodi che riguardava, appunto la regolamentazione dei blog e la “libertà” di espressione sulla rete, alla fine non venne approvato.

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