Il presito “sociale” funziona online



Questa crisi, che ha messo in luce debolezze e problemi delle banche e degli istituti di credito, ha lasciato spazio a forme alternative di finanziamento.

Non si parla di finanziamenti alle aziende per grandi progetti, ma di prestiti alle persone che hanno piccoli obiettivi o progetti famigliari.

Questo meccanismo, che andremo a vedere in dettaglio, si chiama SOCIAL LENDING, e sembra funzionare molto bene.

Come abbiamo detto, vengono tagliate fuori dal gioco banche e affaristi, che volendo precisare, servono più che altro come controllo e come spesa aggiuntiva, quindi non sono affatto utili per i prestiti basati sul social lending, dato che il suo funzionamento è legato alla rete e al digitale.

Ora, alzi la mano chi non si è fatto prestare soldi da un amico per un gelato, per il cinema o per pagare una pizza o il calcetto. Bene, il meccanismo è simile. Allargando gli “amici” a migliaia, si può ottenere credito da molte persone, che vi daranno ognuno una piccola quantità (e quindi quasi si azzera il rischio).

La cosa più interessante, oltre al rischio nullo e all’annullamento di molte spese accessorie da parte dei riceventi il prestito, sono gli interessi di chi presta. Essendo persone fisiche, guadagnano percentuali alte, tra il 6 e il 10%, nonostante i prestiti costino meno ai contraenti. Questo perchè si eliminano tutte le spese di apertura, gestione e interessi bancari.

Perlomeno questo è riportato in molti siti di riferimento, e da persone che ne parlano.

Proverò a breve questo sistema, e vi informerò se è tutto vero e darò qualche consiglio per rischiare ancora meno. Ad esempio, meglio partire con piccole somme, e fare alcune prove per verificare i guadagni con diversi importi ceduti. Allo stesso modo, se occorre un prestito, fare le stesse prove e provare diversi portali e società di Social Lending.

Ci sono meccanismi differenti e particolari, portali diversi ma con la stessa filosofia. E’ possibile inoltre prestare soldi a persone bisognose in Africa, ottenendo investimenti molto buoni e avendo fatto del bene. Scegliete voi.

C’è da dire che ultimamente la Banca d’Italia si è messa in mezzo, cercando in tutti i modi di ostacolare l’attività di questi portali. Basti pensare che solo in Italia sono circa 50’000 gli investitori al di fuori del sistema bancario tradizionale, e con ottimi risultati. Questo, alle banche, chiaramente non piace. Le banche italiane sono, infatti, quelle in Europa con maggiori costi e tassazioni verso i clienti, e tra l’altro, meno interessi. Fate due più due e capirete.

Non voglio fare pubblicità a portali o società in particolare, per cui lascio che Google faccia il suo lavoro e in fondo trovate il link alla spiegazione del social lending, su Wikipedia.

Ciao a tutti.


IL SOCIAL LENDING SECONDO WIKIPEDIA

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  • criba

    Dopo la cancellazione di Zopa, principale operatore di social lending in Italia, rimane ben poco. Difficile poi fare soldi visto i rischi, quasi tutti mettono al massimo 1.000 euro e si può fare il 4% netto se va bene, rischiando però molto.

    http://banca-del-risparmio.blogspot.com/2009/07/zopa-cancellata-dallelenco-degli.html

  • però, sono stati cancellati zopa e blooper in Italia… ma negli altri paesi ci sono e funzionano benone.

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