Il Web per ostacolare i danni climatici



Adesso noi utenti possiamo analizzare per la prima volta su Internet i fenomeni meteorologici locali e possiamo prendere parte all’enorme esperimento pioneristico sul cambiamento climatico, sondando gli eventi e prevedendo enormi disastri ambientali.

E’ l’esperimento più grande della storia climatica, in cui si potrà calcolare quando ondate di caldo, alluvioni e uragani si abbatteranno sulla terra nei decenni a venire, e scoprire se gran parte della colpa è da attribuire all’effetto serra causato dall’uomo.

Il responsabile del Met Office’s Hadley Centre e membro del team climateprediction.net il Dottor Richard Jones afferma che i modelli regionali saranno in grado di simulare le caratteristiche del tempo e la loro interazione con l’ambiente, il dottor Myles Allen, capo gruppo della dinamica climatica presso l’università di Oxford e ricercatore principale per climateprediction.net  sostiene inoltre che saremo in grado di eseguire il modello in maniera superiore di quanto si riuscirebbe a fare anche con un super computer e di vedere il rapporto tra cambiamenti e rischi cmilatici.

Al momento l’esperimento verrà fatto prendendo in esame l’Europa, dove spesso le piogge lunghissime causano inondazioni di grandi fiumi come il Tamigi, dell’Elba e del Danubio, il Sud Africa e gli Stati Uniti occidentali. Il dottor Philip Mote, direttore del Climate Change Oregon Research Institute, che esaminerà i risultati afferma che i cittadini saranno interessati ai cambiamenti climatici e avranno la possibilità di aiutare e descrivere e progettare il futuro, tali risultati aiuteranno a informare meglio i governi, imprenditori e gestori di risorse sul clima, in modo da poter adottare le misure adeguate di prevenzione.

Tutto ciò non riguarda solo il brutto tempo si vuole sapere come i rischi del brutto tempo e del bel tempo stanno cambiando, per preparare la gente al futuro, la questione non è se il cambiamento climatico sta accadendo, o perché sta accadendo, ma sta accadendo cosa significa per noi?

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