Il WI-FI è tra noi



L’Italia ha attualmente una diffusione del WI – FI del 70% inferiore rispetto al resto d’Europa.
L’origine è da trovare nel lontano 2005 quando venne varato il decreto Pisanu con l’obiettivo di contrastare il terrorismo.

Da quel momento chi vuole offrire una connettività Wi-Fi deve prima richiedere l’autorizzazione alla Questura, poi identificare con documento di identità tutti gli utenti ed infine conservare un registro dove vengono annotati tutti i dati di navigazione.

Naturalmente nessuno è disposto ad una simile trafila semplicemente per dare un servizio!
Da qualche mese si è iniziato a sperare dato che esiste in Parlamento una proposta trasversale che va da Linda Lanzillotta (a capo del dipartimento Pubblica Amministrazione), a Luca Barbareschi (FLI) e a Paolo Gentiloni (PD) che chiede l’annullamento immediato del decreto Pisanu sulla base della constatazione dell’inutilità sul piano della sicurezza nazionale.

Una conferma la troviamo negli Stati Uniti ed in Israele, dove le misure antiterrorismo sono all’avanguardia e dove non esiste nessun limite burocratico per l’accesso ad internet.

La novità di oggi è che finalmente è stata approvata la liberalizzazione delle connessioni WI-FI!

In pratica dal primo gennaio ci si potrà liberamente collegare ai punti di accesso pubblici senza che venga chiesta alcuna identità.

Si spera che in questo modo l’Italia possa recuperare il gap con gli altri paesi del mondo dando una spinta allo sviluppo di nuove tecnologie che ci aiutino a superare questa crisi

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  • Alleluia.. l’anno scorso non mi hanno permesso nemmeno di utilizzarla perche dicevano che ero minorenne

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