Intel acquista McAfee



Intel ha comunicato di aver raggiunto un accordo per l’acquisto di McAfee, la società nota per i suoi prodotti antivirus. L’accordo prevede il pagamento agli azionisti McAfee di 48 dollari per azione, un prezzo notevole considerando che le azioni dell’azienda valevano 29,93 dollari alla chiusura di Wall Street il 18 agosto e ciò sottolinea la volontà di Intel di superare qualsiasi remora da parte degli azionisti McAfee e concludere l’affare.

Quest’acquisizione può risultare sorprendente considerando che l’attività principale di Intel è la produzione di processori tuttavia va condierato il fatto che questo gigante dell’hardware si sta muovendo in maniera importante nel campo dei device mobili che include il mercato in grossa crescita di smartphone e tablet: anche considerando recenti notizie di trojan, worm e altro malware assortito che ha già cominciato ad attaccare diversi tra questi device la mossa di Intel diventa comprensibile.

Intel sta guardando al futuro e vuole essere pronta per le sfide che l’attendono e la consapevolezza dell’aumento e della diversificazione delle minacce agli utenti su Internet che si sono sviluppate ultimamente ha spinto l’azienda ad acquistare un’azienda specializzata nel settore della sicurezza che l’anno scorso ha registrato un fatturato di circa 2 miliardi di dollari.

Nella sua strategia orientata ai device mobili Intel aveva già stipulato un accordo con Nokia per lo sviluppo della piattaforma mobile MeeGo, con l’acquisizione di McAfee è evidente che vuole presentarsi a quelli che saranno i suoi nuovi clienti con offerte adeguate alle esigenze di oggi, che includono anche la sicurezza dato che apparecchi come gli smartphone vengono utilizzati molto spesso per lavoro e ritrovarsi del malware nel proprio smartphone può causare parecchi danni.

Possiamo notare come continui a rimanere fuori da questi nuovi accordi Microsoft, che nei decenni scorsi era stato il partner principale. D’altra parte il fatto che Intel si fosse impegnata nello sviluppo di MeeGo, una piattaforma basata su Linux, era un segnale del distacco dall’azienda di Bill Gates.

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