Internet gratis per tutti i cittadini, l’Italia ci prova



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Internet e le nuove tecnologie formano le nuove autostrade del sapere, dove anzichè le auto viaggiano i pensieri, e finalmente gli enti locali hanno capito l’importanza, ora e in futuro, della diffusione della cultura e della modernità, per stare al passo coi tempi e con la concorrenza spietata degli altri paesi occidentali, soprattutto su turismo e servizi.

Ma stavolta l’Italia vuole fare passi d’avanguardia e sfidare i pochi investimenti del governo (o meglio dei vari governi, attuali e precedenti, condizionati però da un debito pubblico spaventoso) in questi ambiti, e servizi sicuramente decenti, ma molto inferiori alle reali possibilità infrastrutturali e tecnologiche.

La classica arte di arrangiarsi all’italiana sta permettendo agli enti locali, dovendo rinunciare ai finanziamenti statali, di accordarsi con privati ed enti pubblici volenterosi, mettendo a disposizione dei cittadini connessioni wireless senza fili (wi-fi).

wireless

Si sta partendo dalle città più grandi, naturalmente, Roma, Firenze, Genova, Milano. L’idea è di utilizzare le sedi degli enti pubblici, e quindi finalmente non solo i comuni, ma estendendo i punti di accesso wireless a ospedali, università, stazioni, e anche ai locali di imprese private come bar o ristoranti, supermercati, cinema. Insomma, si cerca di mappare la città di punti di accesso creando una sempre più vasta copertura, in un metdodo chiamato rete “arlecchino”.

Il cittadino non dovrà preoccuparsi della sua posizione, l’utente e la password per connettersi saranno sempre uguali, riconoscendo l’utente e accreditandogli l’accesso alla rete gratuita (sia via cellulare che pc portatile).

Il principale impegno, proprio per la mancanza di investimenti certi, è il contenimento dei costi, permettendo lo sviluppo di questa iniziativa al costo di poche centinaia di migliaia di euro, a fronte di una possibilità futura di centinaia di migliaia di utenze, e via via milioni aumentando la copertura e i punti di accesso, gli hot spot.

Occorre superare il problema del mancato riconoscimento dei cellulari con sim straniera, il che impedirebbe ai turisti di usufruire di uno strumento fondamentale, pensiamo solo alle informazioni turistiche reperibili in rete in tempo reale, ristoranti o alberghi eccetera. Questo problema non è tecnologico, ma solo burocratico, occorrerebbe solo una leggera modifica di alcune leggi, troppo datate e non più attuali (risalgono agli anni ’40).

Se si riusciranno a ottenere anche i finanziamenti statali, limitati dal decreto Pisanu, si potrà usare l’esperienza maturata per continuare a creare e migliorare un servizio modello e potenzialmente all’avanguardia in Europa, data la sua estensione capillare.

Che dire, finalmente iniziamo a muoverci anche noi.

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  • Articolo chiaro e preciso, i miei complimenti, purtroppo questa è solo una utopia, troppe aziende, telecom in testa, dovrebbero chiudere i battenti se dovesse realizzarsi un sogno del genere. Certo si diceva la stessa cosa anche quando Soru con Tiscali regalò l’accesso gratuito su doppino telefonico, ma qui la situazione mi sembra differente.

  • Si, per come stanno le cose attualmente, non sembra fattibile. Troppi interessi in gioco, e in italia gli incroci politica/imprenditoria/denaro sono devastanti.

    Ma qualcosa si sta muovendo e un pò di fiducia nel futuro mettiamocela sempre, dai.

  • Si concordo pienamente, nonostante quello che i governanti di destra e sinistra fanno per scoraggiarti l’ottimismo ci vuole sempre.

  • internet gratis

  • ciao

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