Ipad, Kindle e le nuove frontiere dell’editoria digitale



Dove va l’editoria? Quali sono le nuove frontiere delle nuove tecnologie nel campo
della comunicazione online? E soprattutto, che fine faranno i giornali ed i libri cartacei con l’avvento dei nuovi supporti informatici? Queste le spinose tematiche oggetto della conferenza “Editoria ai tempi del digitale”, promossa a Milano dal Master in Editoria.

Si tratta di questioni ancora aperte e dalla risposta incerta quelle che sono state affrontate nella conferenza svoltosi presso l’Università Cattolica di Milano venerdì 7 maggio scorso. Assieme ad Ottavio Di Brizzi, direttore editoriale della BUR, è stata affrontata la questione dei tablet e del loro ruolo all’interno del mercato della cultura e dell’informazione all’indomani dell’arrivo dell’Apple Ipad. Se prima la sitazione era monopolistica o quasi monopolistica, con Amazon che controllava circa l’80% del totale dei libri venduti sulla rete e un tablet (Amazon Kindle) che non aveva altri competitor disponibili, ora la situazione è profondamente mutata con lo Ipad. Negli anni precedenti, infatti, Amazon Kindle, con i suoi 3 milioni e mezzo di pezzi venduti, si poteva permettere, non avendo concorrenti, di imporre un prezzo “politico” di 9,99$ per volume al massimo agli editori, permettendogli di allargare il mercato.

Oggi, invece lo Ipad si basa su un approccio totalmente diverso, basato su un guadagno del 70% sul totale per l’editore e del 30% del distributore, cioè Apple Istore. In neanche un mese, Ipad ha già venduto più di un milione di esemplari nei soli Stati Uniti, ed è destinato ad essere un competitor molto serio di Kindle, pur non essendo dotato dello stesso avanzatissimo schermo ad “inchiostro elettronico”. Ipad infatti ha il vantaggio immenso nella società del consumo e dell’estetica di avere un design accattivante e di avere uno schermo molto appariscente e spettacolare, oltrechè di avere tutta una serie di “app” disponibili per moltissimi campi.

Insomma, la sfida è aperta, e si potrebbe anche immaginare come, piuttosto che essere un ostacolo alla lettura, tali supporti così tecnologicamente avanzati e avvincenti, possano essere in realtà essere un forte alleato della parola scritta, espandendo il bacino dei potenziali lettori. In realtà, infatti, il bacino dei lettori “su carta” è sempre stato così esiguo e di nicchia (nel nostro paese sono solo circa 2 milioni e mezzo i lettori abituali) e non rischia di erodersi, proprio per il fatto stesso di essere una nicchia. I tablet possono invece aggiungere a tale nicchia altre fette della popolazione che abbiano modo di leggere su supporti digitali.

La lettura, dunque, potrebbe diventare un passatempo di moda di massa per la prima volta nella sua storia. Un bel progresso dalle prime ipotesi che vedevano nell’avvento degli Ebook Reader una concreta minaccia alla lettura e ai libri stessi.

Thomas E. Villa

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