Java 1 – Introduzione



Nel lontano 1991 venne progettato un linguaggio, chiamato Oak, il cui scopo principale era quello di venire utilizzato per la programmazione di piccoli elettrodomestici, orologi digitali, e via dicendo.

Il nome del linguaggio, però, era protetto da copyright, per cui gli ideatori del progetto si trovarono costretti a cambiarne il nome: secondo la leggenda, chiamarono il linguaggio Java in onore della tazza di caffè che stavano bevendo in quel momento, che era di una varietà proveniente appunto dall’isola di Java.

La presentazione del nuovo linguaggio avvenne il 23 maggio del ’95, e da allora si è costantemente evoluto, fino ad arrivare all’odierna versione 6. Dal 2006 inoltre compilatore e macchina virtuale sono sotto licenza GPL, mentre le librerie sono state rilasciate sotto analoga licenza nel maggio del 2007.

Java è un linguaggio C-like (caratterizzato quindi da una sintassi simile a quella del C) creato per osservare il paradigma della programmazione orientata agli oggetti, garantire una elevata portabilità del codice e fornire la possibilità di creare delle applicazioni fortemente orientate al networking come applet o servlet.

Ognuno di questi aspetti è abbastanza vasto da meritare un approfondimento a parte: è importante adesso comunque sottolineare come Java sia stato pensato come linguaggio da utilizzare in stretta correlazione con internet, per cui l’aspetto fondamentale risulta essere proprio quello della portabilità, che garantisce la possibilità di far girare il codice scritto una sola volta su tutte le macchine per le quali è disponibile una macchina virtuale Java (da cui il famoso detto Write once, run everywhere).

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