L’evoluzione dell’hardware per gli apparecchi tecnologici



La struttura fisica degli apparecchi elettronici, cioè l’hardware, ha subito dei forti ridimensionamenti, tanto da renderli più diffusi nella vita comune.

Il segno che la tecnologia ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni è dato dalle dimensioni sempre più ridotte dei computer, telefonini e altri strumenti digitali che sono entrati nel nostro uso comune. Vediamo come è stata l’evoluzione nel corso degli anni, prendendo come esempio il computer e il cellulare.

Negli anni Novanta i computer sono entrati nell’uso comune nelle case degli italiani. Chi voleva usare questo strumento doveva riservare una parte della propria abitazione, con tanto di scrivania in grado di sorreggere il peso dei pesanti schermi e del case. Allora, l’hardware occupava spazi grandi e chi voleva stampare doveva munirsi di un’inombrante stampante, che andava a “rivoluzionare” l’economia degli spazi nel nostro studio.

Oggi le cose sono cambiate, con l’avvento dei notebook. Grazie ai pesi sempre più ridotti e alle dimensioni limitate, ogni punto della casa diventa, di fatto, una postazione internet. Le cose sono ancor più semplici con la connessione wireless, che dà l’indubbia comodità di muoversi per casa e navigare sempre nel web.

Un discorso analogo può essere fatto per i cellulari. Ricordate i grandi mattoni dei primi Motorola, dai pesi improponibili e dall’efficienza poco incoraggiante? Ora, di cellulari se ne trovano di tutte le misure e con pesi che fanno dimenticare di averlo in tasca.

L’hardware si è rivoluzionato anche per l’ascolto della musica. Dai primi Mp3, grandi quanto poco capienti in fatto di pezzi musicali, si è passati in pochi anni ai piccolissimi lettori, con grandi capacità di memoria.

L’evoluzione dell’hardware sta contribuendo a diffondere gli apparecchi tecnologici e a renderli sempre più d’uso comune.

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